Blog http://iraccontidivirgo.myblog.it
http://iraccontidivirgo.myblog.it Racconti erotici .a sfondo bdsm e fetish
NOTIZIE VIA FEED RSS
- OUVERTURE
- Dinnanzi a me un foglio candido, immacolato: un campo vergine che attende di essere dissodato dalla mia penna Virgo
- L'Amore
- -Preparati, per favore- Il suo tono era pacato, noncurante quasi, ma lo schiocco del guanto di lattice mi gelò il sangue. Tremando abbassa i pantaloni e le mutandine….li sfilai piano…Senza parole mi indusse a sedermi e ad aprire le gambe…….e posò un dito guantato, ben lubrificato, sulla mia pelle gelata…..Non concesse nulla al mio disagio, ai miei timori: niente cedimenti. Forzò la carne tenera con un movimento fluido, che mi tolse il fiato…. -Espira ora, con calma- Ed quel dito era già fuori…già pronto ad una nuova profanazione…..Sapevo di non dover resistere: cercai disperatamente di rilassare l'anellino, contratto allo spasimo, ma non ci fu verso…..Nessun abbandono da parte mia, nessuna esitazione da parte sua: spinse a fondo, con determinazione, facendomi gridare…..e uscì prima che fossi pronta a sopportare una nuova forzatura….Mi accasciai piangente, mentre si allontanava da me… -Bene. Perfetta. C'è bisogno che ripeta ciò che esigerò da te?- Lo guardai atterrita…..Era così bello…..e così terribile…..ed era così duro l'amore per lui….così difficile… -Non godrai sinchè non lo riterrò opportuno .. …….sarai pronta e solerte…chiusa, per tutta la lunghezza del taglio, con dei piercing ……ti voglio vergine per ora……riceverai un'educazione anale progressiva e costante, e ne ringrazierai ogni giorno………e supplicherai per ricevere in dono le punizioni che avrai meritato-
- La vergine, la sposa, la schiava
- Vendetta? (cap. 7) Di quel dannato pomeriggio ricordo ogni gesto, ogni atto…… il dolore …… l'umiliazione …….. e più di ogni cosa conservo intatta l'impressione delle sue labbra sulle mie mentre tremavo….del loro gusto dolce mischiato al sale delle mie lacrime…. Anche dopo la guarigione mi sentivo colma di risentimento nei suoi confronti……. e di rancore anche ….. Non desideravo essere neppure sfiorata ……e lui non mi sfiorava……mai, neanche nel sonno…… Io volevo la mia vendetta. Iniziai a bramarla con tutte le forze……e la mente concepì ciò che il cuore aveva desiderato…. Presto anche lui seppe……E quando il fulmine si abbattè, inatteso, A. potè affacciarsi sull'abisso del mio cuore oltraggiato, rischiarato per un istante dal lampo terribile che io stessa avevo evocato. -Angelo mio, ammetto di averti sottovalutato…….non credevo fossi capace di tanto….Non hai niente da dire? No? Quell'accordo era importante……..Cristo V***, sei milioni!- Rimasi impassibile. -Sei….Vieni qui piccola…- Era la prima volta che usava quel tono da quando…..Non seppi oppormi. Insinuò una mano sotto la gonna ampia e mi toccò intimamente….. -Ormai è perfettamente guarita…….Dammi il fiocco che hai fra i capelli…..- Una cascata morbida ricadde sulle mie spalle, sulla schiena, sulle guance…..Gli porsi il nastro…e presto il raso accarezzò le mie labbra, costringendomi a fremere……. e passò tra gli anelli, guidato dalle sue dita calde……Sei volte vi passò, tante quanti erano quei maledetti……Poi A. strinse. -Guardati ora…….- Mi sospinse dolcemente verso lo specchio, mentre tremavo, e vidi il raso candido imprigionato nell'oro…….e me chiusa……Il clitoride, le labbra…..erano scomparsi…….. ostaggio del tenero nodo del raso…..e della volontà ferrea del mio Amore…… -Succhiale- Presi a leccare con devozione le dita che aveva avvicinato al mio viso, a suggerle con dolcezza…non avevo idea……neppure quando se ne servì per forzare l'anellino compresi….I suoi movimenti erano bruschi, ma cercai di adattarmi docilmente, come mi era stato insegnato…..Morii quando seppi: le dita sparirono, lasciandomi vuota, e sentii il glande morbido solleticarmi il buchino…. -No……- -Mi parli di nuovo? Ho voglia di scoparti piccola, appoggia i palmi sul piano del tavolo e resta calma- Ubbidii, e mi trovai ad un soffio dalla superficie fredda dello specchio, dai miei occhi colmi di lacrime…….che mi fissavano smarriti…. -Mi dispiace….per tutto…..- -Ti prego, non diventare ipocrita…….Non voglio punirti amore….. voglio solo mia moglie…….ormai è tempo….- -Qui….. così….ti prego…- Mi afferrò saldamente fianchi e si posizionò meglio contro di me… -Cara, ti prego di non gridare: mi disturba- Ma io gridai, gridai con quanto fiato avevo in corpo mentre mi squarciava l'anellino, abbattendo le mie resistenze di schianto….. Gridai disperata, la mente accecata dall'incendio delle mie viscere, ogni percezione annientata da quel dolore così crudele, così devastante…..il corpo avvinto nel suo abbraccio implacabile. Restò immobile alcuni istanti, col glande ben piantato in me, e poi affondò sino alla radice, strappandomi l'anima… -Ahhhhhhhhhh Ahhhhhhhh…………- -Shhh piccola, respira……è tutto passato……va tutto bene……- Quasi non lo udii, giacevo inerme sul piano del tavolo, sconvolta dai singhiozzi….le gambe non mi avrebbero retto se non fosse stato il suo corpo a sostenermi……Odiavo il suo corpo, tanto più forte del mio…..odiavo tutto di lui….E più di ogni cosa quegli occhi che mi accarezzavano attraverso lo specchio, calmi e severi, e quel pene così largo, così duro, che mi riempiva senza pietà ….. Percepii il calore del suo corpo ancor prima che il torace ampio mi sfiorasse la schiena, le sue labbra ad un soffio dal mio viso…….Mi scostò i capelli dalla fronte…..e iniziò a parlare con me……. Mi sussurrava che andava tutto bene…che dovevo restare calma……che non dovevo avere paura perché non avevo perso neppure una goccia di sangue…. ero troppo ben allenata…….E mentre mi parlava si muoveva, piano, con cautela, portandomi con sé nel movimento….rinnovando il dolore…..Non controllavo più le reazioni del mio corpo…….La pipì trovò la sua strada nonostante fossi chiusa e mi bagnò le cosce, calda e profumata, mentre A. godeva di me…….senza ritegno, senza imbarazzo….Continuò a gemere e a spingere, incurante delle mie lacrime, sino all'orgasmo. Virgo
- Mio zio
- Affondavo piano il dito nella mia carne bagnata, senza penetrarmi. Pensai che la prima volta che avessi fatto l'amore avei dovuto essere almeno altrettanto eccitata…..Lasciai scivolare piano un dito oltre l'imene e sorrisi mentre alzavo un po' il culo…. -Ma bene! E' questo che fai tutto il giorno invece di studiare?- -No, io…….Zio, io…..- -Ho lasciato un paziente per venire a dirti che c'è quel Luca al telefono, ma forse è meglio che gli dica che sei impegnata!- -No! Per favore….- -Taci e ricomponiti!- No,no,no! Non poteva essere successo! Con la testa pesante e il cuore in subbuglio recuperai le mutandine e la gonna e mi rivestii. -Allora , questo Luca è il tuo ragazzo?- -Si….- -Hai fatto qualcosa di cui dovresti essere pentita?- -Io…..- -Ti sei fatta spiumare da quel frocetto?- -No….- -No? E perchè no? Per caso si accontenta del buchino dietro?- -No!- La sua espressione si addolcì impercettibilmente. -Mi stai dicendo la verità ?- -Si- -Va bene. Prenderò un appuntamento col ginecologo, se possibile per domani- -Perchè?- -Finchè vivi sotto il mio tetto sei sotto la mia responsabilità signorina………Ho il dovere di accertarmi che tu abbia detto la verità - -Io non ti ho mai mentito!- -Forse no…..però hai accuratamente evitato di spiegarmi in quali rapporti fossi con questo Luca!- -Io…ti prego non portarmi dal ginecologo! Io lo detesto quello!- -Esigo che tu ti faccia visitare- -Non puoi costringermi!- -Finchè vivi in questa casa posso fare questo e altro!- -Ma…non si potrebbe almeno cercare una donna….- -Neanche per sogno! Chissà quanto tempo faresti passare con la scusa di cercare un altro medico- -Ti prego, ti scongiuro, no….non voglio…Io non ho fatto nulla di male, te lo giuro!- -E quel tuo ragazzo…..vuoi farmi credere che si sia accontentato di baci e carezze?- -Io…..- -Allora….- -Si…..- -Stai mentendo bambina- -Lui….ecco lui….Insisteva perché io glielo…prendessi in bocca- -Ma bene! Così gli rendevi dei servizi da prostituta!- -No, io….no. Ma quando mi rifiutavo lui…..me lo faceva prendere in mano e…- -Ho sentito abbastanza! Domani tu fili a farti visitare!- -Per favore no, non voglio! Detesto quell'uomo!- -Ora basta capricci! Mi pare che tu non ne abbia proprio più l'età - -E' viscido….ti prego….Ti prego…..- -E a bene, per il futuro cercheremo un altro medico! Domani però….- -No, no, no ti scongiuro zio, per favore!- -Mi hai detto la verità su questo Luca?- -Si zio, te lo giuro!- -Abbassa le mutandine- -Come…. ?- -Devo accertarmi di come stiano le cose tesoro: o vieni dal medico domani oppure…- -Ma io…..- -Deve essere in uno di questi due modi bambina, decidi……- Mi salirono le lacrime agli occhi, ma lo zio rimase impassibile, in attesa. Con mani incerte feci scendere le mutandine sino alle ginocchia e mi sdraiai, il cuore che batteva all'impazzata. Mi posò una mano sulla coscia, esercitando una lieve pressione verso l'esterno per indurmi ad aprire le gambe. -Torno subito- Sentii lo scroscio dell'acqua in bagno, e lo vidi tornare con le mani lavate. Era tutto così surreale….Percepii l'abbassamento del materasso e con la coda dell'occhio lo vidi estrarre dalla tasca un barattolo. -Hai già provato a lasciar scivolare un ditino da sola?- -Si……..- -Allora sai cosa aspettarti. Tranquilla, non ti farò male- Unse il dito nel barattolo, poi avvicinò la mano al mio corpo fremente. Ne percepii il calore prima ancora che mi toccasse fisicamente, facendomi sussultare. -Tranquilla piccola, ci vorrà un attimo. Resta rilassata…..- Le labbra erano completamente secche e l'ingresso contratto, ma il suo dito era ben lubrificato. Forzò lievemente per entrare in me, provocandomi solo un po' di bruciore…era dentro. Mi sorrise, compiaciuto per quello che aveva trovato, ed uscì da me con cautela. -Abbiamo quasi finito tesoro. Resta calma e fai un bel respiro- Rinnovò la lubrificazione e posò il dito sull'anellino posteriore. -Anche li?- -Tranquilla tesoro, va tutto bene- Sentivo la pressione sul buchino crescere inesorabilmente, ma più il dito premeva più io mi impaurivo, barricando l'accesso. -Non fare così bambina, non c'è niente di cui aver paura. Da brava….non smetteremo finchè non sarò certo che sia tutto come dovrebbe essere. Devo forse pensare che tu stringa il buchino apposta per non lasciarmelo capire?- Cercai di rilassarmi, ma tutto era troppo strano e troppo pauroso. -Ahhhhhh!- Aveva spinto senza pietà , facendo cedere l'anellino di schianto. Le lacrime presero a cadere libere lungo le gote, mentre ansimavo sconvolta, violata dal quel dito. -Tranquilla mia cara, tranquilla…..- Uscì da me con una rapidità che mi lasciò senza fiato e si alzò dal letto. -Sono molto sollevato di sapere che mi hai detto la verità , tesoro. Da oggi però ti è vietato uscire. Potrai rivedere le amiche quando ti sarai riguadagnatala mia fiducia, ma non vedrai più quel Luca! Mi sono spiegato?- -Si zio….- -Signore, signore vuole bere qualcosa?- -Si grazie, altro bourbon- -Riccardo, sei altrove starera- -Come, scusa?- -Dicevo che hai tutt'altro per la testa stasera- -Hai ragione. Full!- -Hai vinto anche questa mano! Allora, c'è qualcosa che ti preoccupa?- -Stavo pensando a mia nipote- -Quella sorcetta col naso sempre immerso nei libri?- -E' sbocciata splendidamente. Devo già togliermi di torno i suoi spasimanti……Ormai ha l'età per essere svezzata- -Ed hai intenzione di occupartene di persona?- -E' una delizia. Non ha un buco usato!- -A questo non credo amico mio…non alla sua età !- -Ieri ho potuto verificare di persona …..e con molta cura….E' stato impagabile! Avresti dovuto vedere come arrossiva, come sussultava….come fremeva di dolore per un dito dentro. Quando poi gliel'ho piantato nel culetto ha urlato come se la stessero squartando! Ho fatto uno sforzo immane per non protendermi a leccare quelle lacrime da verginella oltraggiata. Sarà una gioia aprirla……piano, con calma, centimetro per centimetro- -Immagino che sia una gioia che non sei disposto a condividere!- -No, ho intenzione di godermela in esclusiva. Non vedo l'ora di vedere l'espressione di quei begli occhi quando le scoperò la gola! Se sarai fortunato ci sarà un video. Ma dal vivo no….la dolce bambina proverà solo il mio cazzo!- Virgo
- Agata
- Cap.6 Agata torna a Milano con una valigia enorme contenente quasi tutta la sua vita. E' allegra e sorridente, una nuova vita l'aspetta e finalmente è innamorata. Ha trascorso 4 giorni con i suoi, il tempo di preparare i bagagli e salutare qualcuno. I suoi genitori l'hanno vista felice ed il suo entusiasmo li ha contagiati, prima di salutarla il padre le allunga un libretto di risparmio con una cifra sufficiente a farla stare tranquilla per un po'. Alla stazione l'aspetta la prima sorpresa, non c'è Giacomo come le aveva promesso ma una signora elegante e sorridente. Si guardano con interesse. "Piacere sono Marta, mi ha mandato il signor Giacomo". -- "Piacere Agata". Si danno la mano con calore e si sorridono con complicità . --"Giacomo ti ha parlato di me Agata?" -- "Forse si signora, mi ha detto che ha una amica di fiducia che abita nel suo stesso palazzo, ho pensato che sia lei." -- "Si tesoro sono io, conosco Giacomo dalla nascita, ero una dipendente di suo nonno, vivevo con lui quando è nato Giacomo. Ero una ragazzina e la mia famiglia mi aveva spedito a servizio in città ." -- Si avviano all'uscita della stazione, Marta ha parcheggiato l'auto in doppia fila e devono sbrigarsi. Giacomo è impegnato per lavoro e ha delegato a Marta i benvenuti. Arrivano a casa in pochi minuti, Marta aiuta Agata a sistemare tutte le sue cose. Continuano a chiacchierare amabilmente, Agata osserva Marta, è una splendida cinquantenne, alta e magra, si muove sicura e con eleganza, ogni tanto le sorride rassicurandola. Agata si stupisce che non le chieda di darle del tu ma le cose qui sono sempre strambe e si adegua. "Facciamo il caffè Agata?" -- "Si signora grazie" -- "Adesso che abbiamo finito di sistemare tutto devo raccontarti un po' di cose e un caffè è quello che ci vuole" -- Si siedono sul divano, la casa senza Giacomo le sembra diversa, estranea. "Sei veramente bella come sostiene Giacomo, vedrai che sarai felice qui. Io lo sono stata, e lo sono tutt'ora. Vivo qui da quasi trenta anni. Come ti dicevo sono stata spedita qui dalla mia famiglia che ero poco più di una bambina, Il signor Vittorio mi ha assunta come governante e poi col tempo sono diventata la sua donna. Lui era un uomo bello e carismatico, mi sono innamorata di lui subito ma all'inizio è stata dura. Sai di cosa parlo vero?" -- "Penso di si" -- "Si che lo sai, Giacomo mi ha raccontato tutto, erano anni che speravo trovasse la sua ancella. Mi sembri la donna giusta. Non sarà facile, avrai bisogno di aiuto ed io sono qui per questo. Quando successe a me io ero sola, non potevo confidarmi con nessuno. Vittorio non era un uomo come gli altri, e comunque io non avevo nessuna esperienza ma mi ero fatta un'idea della convivenza che si rivelò fasulla. Nel giro di un anno diventai la sua schiava, subivo tutti i suoi capricci e tutte le sue perversioni, non passava giorno senza che mi facesse piangere. Non era solo il dolore, mi sottoponeva alle pratiche più umilianti senza concedermi debolezze. Alla sua morte ho ereditato l'appartamento dove vivo adesso e un vitalizio che mi consente di vivere serena. Adesso aiuto Giacomo e mi godo la vita. Lo sapevi che mi ha chiesto di occuparmi di te?" -- "Mi ha accennato qualcosa" -- "Anche adesso, non dovremmo stare qui a chiacchierare, mi ha lasciato un elenco di cose da fare, lui rientrerà più tardi, io cara Agata voglio essere sincera con te, non dovrai odiarmi mai, spero che diventeremo amiche anche se dovrò sottoporti a pratiche che odierai, solo io posso capire cosa significa ma siamo entrambe a servizio dello stesso uomo e ubbidisco io per prima". Marta accarezza dolcemente ragazza e le sorride. Agata abbassa lo sguardo turbata. "Capisco signora". Agata viene depilata, massaggiata con cura e prodotti specifici, poi l'odiato clistere, lento e abbondante il primo, rinfrescante e profumato l'ultimo. Marta adesso deve dilatarle l'ano, con calma e sicurezza le infila le dita dentro, aspetta che la ragazza si abitui e poi ancora più dentro. Un rito lento ed estenuante ma che porta Agata spesso vicino all'orgasmo. "Non ti permettere di venire o sono guai seri per entrambe, ho l'assoluto divieto del signor Giacomo di farti venire in sua assenza e se dovesse accadere devo fare il resoconto , capisci che non ho nessuna voglia di farlo vero tesoro?!" -- "Capisco mi scusi, io… io sono confusa, imparerò". -- "Alla tua età venivo sottoposta a questi esercizi di dilatazione tutti i giorni e poi a seguire esercizi di contrazione, Vittorio pretendeva che il mio sederino ospitasse la sua mano e poi tornasse vergine, alla fine è riuscito nel suo intento ma quanto lavoro". -- "Vorrebbe dirmi Marta che lei dopo anni di giochi anali ha l'ano stretto come quello di una verginella?" -- "Si cara, a prima vista il mio sederino sembra intonso, ho sviluppato una capacità elastica fuori dal comune" -- "In cosa consistono gli esercizi di contrazione?" -- "Domani!". Quel domani secco zittisce Agata, la ragazza continua a sopportare le manipolazioni della signora per un tempo infinito, è eccitata e bagnata in maniera vergognosa ma si fida di Marta come si fida di Giacomo e in fin dei conti quel giochetto le piace da morire. Squilla il telefono, è Giacomo, li sente accordarsi su qualcosa e poi Marta le passa il telefono. -- "Come stai amore?" -- "Bene Giacomo, non vedo l'ora di vederti" -- "Sarò da te tra un'ora, Marta ti aiuterà a prepararti per me". E infatti Marta conduce Agata in camera e l'aiuta a vestirsi per il suo padrone, un corsetto d'altri tempi le viene stretto addosso, per tirare bene i lacci la signora strattona la fanciulla svariate volte fino a quando non la sente respirare con affanno. Un collare di vernice rossa alto e stretto le cinge il collo, ai piedi degli zoccoletti di vernice rossi come il collare, con dei tacchi vertiginosi la fanno ondeggiare, in fine un perizoma di latex rosso, all'interno fissati due dildi a loro volta rossi, le vengono inseriti in vagina e nell'ano senza nessuno sforzo. In fine Agata viene pettinata e truccata con maestria. Posta davanti allo specchio Agata rimane stupefatta, sorride alla sua complice con gli occhi lucidi di eccitazione. Marta accompagna la ragazza davanti alla porta d'ingresso, fissa il collare ad una corta catena che pende da un anello fissato alla parete, la bacia sulle labbra ed esce lasciandola sola. Agata sa che Giacomo sta rincasando, non vede l'ora di riabbracciarlo, è eccitata ed ha voglia di fare l'amore con lui ma forse il suo padrone, in quanto tale, vorrà giocare un po' prima di possederla. Sente il rumore dell'ascensore, le chiavi, la serratura ed eccolo, uno splendido sorriso accoglie l'uomo. Lui è serio ma i suoi occhi brillano di eccitazione, aiuta la fanciulla ad alzasi, la sgancia dalla catena e la bacia con foga sulla bocca. "Sei uno splendore amore mio" -- "Mi sei mancato Giacomo" -- "Anche tu piccola, adesso però basta smancerie, non mi sembri vestita da coccole". Agata abbassa lo sguardo arrossendo, sa che adesso il suo signore vorrà giocare con lei. Didy
- Agata
- Cap.5 Agata viene accompagnata da Giacomo in una stanza che non aveva ancora visto, è una stanza piccola e accogliente, le pareti completamente ricoperte di legno scuro, al centro della stanza un tavolo di quercia antico con 4 anelli di ottone agli angoli, lungo una parete sono allineati degli attrezzi particolari, qualcosa di molto simile ad un cavalletto con legacci di cuoio e altre cose poco riconoscibili, un anello di grandi dimensioni pende dal soffitto e alle pareti alcune mensole ricolme di attrezzi simili a quelli contenuti nel baule. In un angolo della stanza c'è anche un piccolo lavandino e alcuni catini. La fanciulla si guarda attorno rabbrividendo. Cerca lo sguardo di Giacomo ma lui è già intento a preparare i suoi attrezzi. "Spogliati cara, stai tranquilla non ti farò del male, devo solo farti superare alcune prove prima di sottoporti il contratto". Agata si spoglia sopraffatta dal terrore di fallire, in silenzio appoggia i suoi indumenti su una sedia e attende con le mani dietro la schiena. "Stenditi sul tavolo tesoro". L'uomo serio e concentrato lega le gambe della fanciulla in alto in modo che le sue intimità siano ben esposte, le braccia strettamente fissate agli anelli dorati. "Non ti imbavaglio, questa stanza è perfettamente insonorizzata, puoi lamentarti quanto vuoi ma sai che non amo sentirti frignare. Adesso proveremo insieme a forzare il tuo ano in modo da valutarne l'elasticità quindi prima procediamo alla pulizia del pancino". Agata sente una cannula farsi strada nel suo retto, trattiene il respiro è lunga ma sottile e non sente dolore. Mentre procede con le azioni, Giacomo le descrive tutto con una voce suadente che la culla in uno stato di trance. "L'acqua sarà tanta tesoro, voglio capire come il tuo corpo reagisce agli eccessi ma la temperatura è di 37 gradi non ti provocherà crampi, respira regolarmente cucciola". Agata vede il suo ventre gonfiarsi, cerca di rimanere calma ma le sembra di scoppiare, i primi lamenti le escono dalla gola senza controllo. "Basta signore la prego… sono al limite… la scongiuro". -- "Come fai a sapere d essere al limite, hai già fatto questa esperienza?" -- "No signore è la prima volta ma mi sento scoppiare". -- "Non siamo neanche a metà , vedi mio nonno che era un metodico, prendeva appunti durante le sessioni con le sue schiave e sull'argomento ha scritto tanto, secondo lui una donna con il tuo fisico può ricevere due litri già dalle prime volte, la sua schiava storica, riceveva 3 litri di camomilla calda ogni volta e doveva trattenerla per 10 minuti. Quando la puniva duramente la mandava a fare la spesa con la pancia piena e il dildo a chiudere il culo. A volte la frustava duramente durante l'introduzione del liquido". Agata è sconvolta da quei racconti e dall'eccitazione, non vede l'ora che finisca quel supplizio ma le piace sentirsi in balia di quelle perversioni e poi si fida di Giacomo, perché non dovrebbe riuscire a sopportare quel clistere? "Ok cara, abbiamo finito, appena ti do il permesso di farlo, ti svuoterai rimanendo in questa posizione". Giacomo sfila la cannula e posiziona un contenitore sotto le natiche della schiava. "Bene puoi svuotarti, sei meravigliosa, non pensavo che avresti resistito". Il sollievo di quella liberazione la porta sull'orlo di un orgasmo, gli occhi lucidi fissano il suo padrone in estasi. La schiava viene lavata accuratamente e amorevolmente. Adesso le dita dell'uomo le stanno lubrificando l'ano. "Tesoro mio, adesso proverai un oggetto odioso ma indispensabile, la specula. L'avrai sicuramente provata dal ginecologo ma questa è d'acciaio quindi sentirai un po' freddo appena inserita, un bel respiro…" La ragazza è concentrata, respira con impegno ma la sente entrare dolorosamente. "Bravissima, rimani calma mentre l'apriamo". Agata si sente aprire a metà , si contorce mentre Giacomo inflessibile continua a ruotare la vite. "Basta, basta o dovrà portarmi all'ospedale". -- "Non essere sciocca, pensi che abbia voglia di portarti all'ospedale a raccontare cos' è successo? Rilassati e resisti". Un urlo squarcia la quiete di quella stanza, Agata comincia a piangere e singhiozzare. Giacomo le accarezza i capelli parlandole e baciandola sul viso. "tesoro sei esagerata, non sono arrivato nemmeno a 4 centimetri, cosa devo fare con questo sederino pigro? Devo lavorarci per anni o hai voglia di aiutarmi? Allora, adesso aspettiamo che tu ti abitui a questa dilatazione e poi quando ti senti pronta ad andare avanti me lo dici, va bene?" --"Si va bene signore mi perdoni sono un'incapace". "Bene, mentre aspettiamo i tuoi comodi ti mostro alcune foto che scattò mio nonno durante i suoi giochetti". Giacomo le mostra delle immagini in bianco e nero, una ragazza giovanissima con le trecce raccolte sulla testa e le calze bianche a metà coscia piange in ginocchio sui ceci. In un'altra immagine, la stessa ragazza è a quattro zampe con collare e guinzaglio, dall'ano le esce una coda di pelliccia nera come i capelli. In un'altra immagine, la ragazza è in piedi di schiena, le mani legate in alto, il volto rivolto al fotografo, lo sguardo perso nel vuoto, un lungo tubo collegato ad un contenitore metallico le entra nel sedere, il ventre gonfio come se la fanciulla fosse incinta, accanto a lei a terra un vaso da notte. Un'altra ragazza, più grande, i capelli chiari sciolti sulle spalle, il corpo strizzato dentro un busto rigido, il seno fuoriesce dal bordo superiore, i capezzoli legati strettamente da due cordicelle collegate al collare alto e rigido come il busto, la ragazza sorride e sembra felice. Poi è la volta di alcune polaroid, i colori sbiaditi e alterati dal tempo. La ragazza nelle istantanee è la fanciulla giovane, sono state scattate in successione e ritraggono la giovane donna stesa a gambe aperte su un tavolo da cucina, i suoi buchi sono occupati da ortaggi sempre più grossi, nell'ultima polaroid la scena diventa inquietante, dall'ano della ragazza fuoriesce la parte finale di una zucchina enorme, la giovane sorride ma ha le guance rigate di lacrime. Poi Giacomo le mostra una foto di grandi dimensioni, ritrae la fanciulla giovane completamente nuda a quattro zampe in una stalla, la catena al collo fissata alla parete di mattoni grezzi. Il dettaglio sconcertante è che i seni della fanciulla sono strizzati dentro due tubi metallici di una mungitrice vera. Le natiche sono segnate da strisce orizzontali scure. "Allora, come stai Agata?" -- "Bene signore, sono solo un po' perplessa per le immagini che mi ha sottoposto" -- "Dici? Io le trovo meravigliosamente eccitanti. Bene allora andiamo avanti con il lavoro che stavamo facendo". Giacomo riprende a far giare la vite della specula fino a quando sente la sua cagnetta fremere e agitarsi, l'uomo allunga la mano verso la figa della schiava trovandola un lago di umori. "Ti piace è troia?" -- Dalla donna arriva solo un lamento incomprensibile. "Rispondi o ti apro a metà ". -- "No signore, mm… mi si, cioè mi fa male ma mi piace, non lo so perché, la prego basta." -- "Bene, proponimi una mediazione e io smetto di allargarti il culo, tu cosa mi offri in cambio?" -- "Non saprei signore, non sono in grado di ragionare, non sono lucida": - "bene allora continuiamo la nostra operazione". Uno scatto veloce e Agata pensa di svenire, si sente aperta e profanata oltre ogni immaginazione. "Signore, potrei… potrebbe sculacciarmi o frustarmi ma la prego basta". Giacomo la lascia sola per alcuni minuti. Agata viene slegata e liberata dalla specula. Giacomo la accompagna al cavalletto e l'aiuta a prendere la posizione giusta e poi comincia a frustarla sulle natiche e sulla schiena. Il ritmo crescente sia in intensità che in velocità portano presto la ragazza a singhiozzare. Quando le frustate cessano la giovane è completamente sudata, il volto stravolto dal pianto, Giacomo l'aiuta a mettersi in piedi accarezzandole il volto e i capelli. "Sei bellissima tesoro, cerca di calmarti, adesso ci sono io qui a consolarti" Agata è confusa, Giacomo parla come se fosse stato qualcun altro a seviziarla, ma adesso ha bisogno di essere consolata e si aggrappa al corpo forte e muscoloso di Giacomo come all'unica ancora di salvezza possibile. Giacomo conduce la schiavetta nel bagno grande, la vasca è piena di acqua calda e schiuma profumata, l'aiuta a entrare e le fa il bagno coccolandola come una bambina. Le asciuga i capelli con il phon e la spazzola con la maestria di un parrucchiere, le massaggia il corpo con creme profumate e la riveste con cura. Durante tutta l'operazione Giacomo le parla con dolcezza rassicurandola e Agata è sempre più confusa. Quando Giacomo la guarda negli occhi con dolcezza la ragazza si scioglie come un'adolescente innamorata nessun uomo era mai stato così premuroso con lei ma neanche tanto inflessibile e crudele. "Adesso cara voglio sottoporti il contratto di cui ti ho parlato. Prima di tutto lo leggerai attentamente poi se ci sono cose che non capisci puoi fare delle domande. Se ci sono cose che non vuoi accettare non sei costretta a firmarlo, puoi tornartene a casa tranquillamente dimenticandomi. Non modificherò una sola parola, nessuna negoziazione." Le sottopone alcune pagine rilegate e Agata comincia a leggerle concentrata. Dopo quello che sembra ad entrambi un tempo interminabile Agata comincia a chiedere chiarimenti su alcuni punti che ha evidenziato durante la lettura. "Signore, cosa intende per prestata o esibita a terzi?" -- "Semplice tesoro, ti avevo già accennato qualcosa, potrei aver voglia di vederti sottomessa da qualche amico o sottometterti davanti ad amici". -- "Bene, e cosa significa che potrò avere una mia vita privata, frequentare amici e colleghi d'università ma solo dopo precauzioni di sicurezza?" -- "Significa che sei libera di andare a scuola e vedere amici ma solo dopo che avrò trovato una soluzione che mi faccia stare tranquillo. Potrebbe essere una cintura di castità con lucchetto oppure una soluzione più seria, ti avevo parlato di piercing intimi ricordi? Potrei farti mettere degli anelli alle labbra con un lucchetto ma stai tranquilla non sarà niente di estremo". -- "Il contratto alla fine dice che lei si occuperà personalmente della mia incolumità fisica e che sarà suo dovere avere cura della mia integrità fisica e psicologica. Queste parole mi tranquillizzano, accetto." -- "Bene, sei fantastica, ti giuro che non te ne pentirai, a volte sarà dura per te ma non voglio che questo comprometta il nostro rapporto, ti prometto che sarò paziente e comprensivo". Un bacio appassionato e languido sugella il momento. Solo adesso possono fare l'amore. Giacomo è eccitato e ha bisogno di perdersi in lei, agata è sfinita ma ha bisogno di essere soddisfatta, i loro corpi si avvinghiano sul letto nell'estasi reciproca, fanno l'amore fino allo sfinimento, Agata raggiunge l'orgasmo molte volte, Giacomo è al settimo cielo, ha trovato casualmente una donna speciale e si sta già innamorando. La loro serata finisce con una cenetta improvvisata ma intima e romantica. Scherzano e ridono allegramente, domani Agata andrà ad iscriversi all'università e poi partirà per tornare a casa, ha già deciso che si tratterrà solo un giorno, il tempo sufficiente per raccogliere le sue cose, salutare i suoi e tornare dal suo padrone, Giacomo. Didy
- Agata
- Cap.4 La domenica Agata viene svegliata dal profumo del caffè. Giacomo la chiama in cucina e fanno colazione insieme, chiaccherano scherzando come due sposini. L'uomo è già vestito mentre la ragazza indossa solo gli slip e un top minuscolo. Giacomo fissa i capezzoli della fanciulla che spingono eretti contro il tessuto, infila una mano sotto la scollatura e comincia a strizzarli. -- "Sono piccolissimi, sono belli ma a me piacciono più grandi, appena finisci di fare colazione ti attaccherò al tiralatte, è un po' doloroso all'inizio ma poi diventa quasi piacevole e poi col tempo ti abituerai, lo farai tutti i giorni, puoi farlo anche mentre studi, basterà un'ora al giorno e vedrai che trasformazione!" Agata abbassa lo sguardo, si sente avvampare il volto, Giacomo riesce a farla passare dalla spensieratezza all'angoscia nel giro di pochi secondi. Al tiralatte non avrebbe mai pensato, probabilmente non ne ha mai visto uno e soprattutto non aveva mai valutato le dimensioni dei suoi capezzoli. Rimane immobile con il capo abbassato, il suo caffè è ormai finito e Giacomo si alza senza parlare per tornare con un piccolo apparecchio elettrico, anche questo sembra di fattura artigianale, ha due coppette di vetro trasparente collegate ad un tubo di gomma che finisce in una piccola valigetta. -- "Da Brava tesoro togli il top" -- Agata obbedisce ma i suoi occhi la tradiscono, sono già umidi e il suo respiro accelerato. Il ragazzo collega la macchina, un leggero ronzio riempie la stanza, si avvicina alla fanciulla, le lega i polsi dietro la schiena con una cordicella e appoggia le coppette di vetro ai seni, immediatamente la tenera carne viene risucchiata all'interno delle stesse, Agata sussulta più per la sorpresa che per la sensazione ma poi Giacomo aumenta la potenza attraverso una leva posta sulla valigetta e la ragazza grida tutto il suo choc. Alza lo sguardo verso gli occhi del suo padrone cercando aiuto ma riceve solo una carezza e un sorriso distratto. Il dolore è insopportabile ma è soprattutto la vista dei suoi teneri capezzoli deformati dentro alle coppette a terrorizzarla. -- "Tesoro rilassati e stai serena, non può succederti niente, torneranno quelli di prima appena spegnerò la macchina" -- "Signore la prego… perché?" -- "Perché sei bellissima e io ti voglio ancora più bella, se mi ascolti obbediente diventerai la migliore schiava del mondo" -- Giacomo la lascia sola, cullata dal ronzio Agata perde il controllo delle sue lacrime, il dolore è accecante e non capisce come possa abituarsi o studiare durante l'applicazione di quella tortura. Nell'altra stanza lo sente parlare al telefono serio e professionale, ogni tanto fa capolino dalla porta sorridendole, un paio di volte le strizza l'occhio con complicità . Il tempo trascorre in fretta e Agata finalmente viene liberata dalla morsa del tiralatte. I seni della fanciulla sono segnati e paonazzi, l'areola e il capezzolo gonfi e dolenti, Agata li guarda terrorizzata, i suoi occhi si riempiono di lacrime nuovamente. "Torneranno normali?"- "Si cucciola, torneranno normali molto presto, oggi non indosserai il reggiseno, non sei ancora abituata e ti risulterà meno doloroso. Vai a prepararti cara, usciamo a fare una passeggiata, ah, dimenticavo, quando sei pronta vieni in camera che scegliamo un dildo da indossare oggi". Mentre fa la doccia Agata si scopre eccitata, la sua passerina è sempre bagnata e anche i capezzoli benché dolenti urlano il loro coinvolgimento emotivo. Dovrà indossare il plug anche oggi, ma d'altronde Giacomo le ha detto chiaramente che verrà penetrata analmente tutti i giorni e forse è bene che cominci ad abituarsi. Quando esce dal bagno il suo padrone è in camera che l'aspetta, il baule aperto, i suoi abiti appoggiati con stile sul letto. "Oggi voglio che indossi queste cose che ti ho preparato, il tuo abbigliamento lo sceglierò sempre io, anche quando andrai all'università sarò io a dirti cosa mettere. Per la passeggiata di oggi avrei scelto questo dildo, cosa ne pensi tesoro?" -- "E' più grande di quello di ieri signore." -- "Certo dolcezza, ieri hai detto che non ti dava fastidio e invece purtroppo il cuneo anale si deve sentire bene, io desidero che tu ti senta aperta e violata. Adesso voltati e appoggia la testa sul letto, tieniti le natiche larghe con le mani." Giacomo lubrifica bene l'orifizio della ragazza e comincia a spingere l'ospite dentro di lei, Agata si lamenta ma rimane immobile. Il dolore è annientante, il bruciore insopportabile, con l'aiuto del suo padrone si solleva dal letto ma si sente svenire, non riuscirà mai a camminare così impalata. Giacomo con una tenerezza infinita veste la ragazza come se fosse una bambina, la sua voce le arriva alle orecchie dolce e tranquillizzante. "Tesoro oggi ti porto a pranzo fuori, al rientro dovrai affrontare alcune prove impegnative, non ti devi spaventare e che voglio essere trasparente con te e prima di firmare il contratto voglio portarti al limite con alcune pratiche." -- "posso sapere di che tipo signore". -- "Certo devi saperlo, verrai sottoposta ad un bondage impegnativo che prevede la sospensione, pinze ai seni e alle piccole labbra, umm poi vediamo… a sì, il clistere punitivo! Il mio preferito, acqua calda e sapone da trattenere a suon di sculacciate e poi vedremo cosa ci viene in mente strada facendo." -- "Signore io spero di non deluderla ma non sono sicura di riuscirci, veramente non sono sicura di riuscire neanche ad uscire con questo coso piantato dentro". -- "Che sciocchezze cucciola, guarda che a te sembra grosso ma non arriva a tre centimetri di diametro, tra 10 minuti non lo sentirai più come ieri". -- "Ma se lei ha detto che ne ha scelto uno più grosso perché devo sentirmi aperta e violata, allora non è vero che tra poco non lo sentirò più". Come risposta Agata riceve uno schiaffo violento. "Essere irriverente non ti semplificherà la vita tesoro. Quando rientreremo verrai punita per questo". Una domenica qualunque, escono di casa a braccetto, Agata riesce a camminare bene anche se il cuneo si fa sentire ad ogni passo più ingombrante, per strada chiaccherano con disinvoltura, Giacomo parla di tutto tranne che della sua schiavitù, ogni tanto si fermano a guardare qualche vetrina e lui approfitta per baciarla teneramente, le accarezza i capelli e le sorride con affetto. Pranzano in un osteria tipica con le tovaglie a scacchi rossi e bianchi, solo piatti tipici lombardi, vino rosso e dolci finali. Durante il pranzo Agata chiede di andare in bagno un paio di volte ma Giacomo le risponde sempre "Dopo tesoro". Prima di uscire per tornare a casa Agata chiede di nuovo di fare la pipì, ha bevuto molto e ormai non c'è la fa più, anche il dildo ormai preme sulla sua vescica e rischia di farsela addosso. "No tesoro, non chiederlo più cortesemente, non puoi fare la pipì né adesso né appena tornati a casa, la farai quando io deciderò che puoi farla, oppure te la fai addosso e poi ti becchi una bella punizione aggiuntiva". Agata è rossa in viso e molto agitata, il cuneo anale è diventato insopportabile e trattenere la pipì impossibile. Tornano a casa in taxi, la ragazza non capisce se la scelta del taxi è dettata dalla sua insofferenza o dall'impazienza di Giacomo a seviziarla, comunque ringrazia il cielo per la provvidenza. Agata è stremata ma si sente strana, è eccitata e curiosa di fare le esperienze che Giacomo le ha promesso, ha paura è vero ma ha anche voglia di sottomettersi all'uomo che la eccita così tanto. Sulle scale di casa Agata perde alcune gocce di pipì. "Non riesco più a trattenermi Giacomo". "Va bene allora falla" -- "Come signore? Non capisco, qui?" -- "Si falla qui, poi pulisci tutto bene e vieni dentro a prendere tante di quelle cinghiate che non potrai sederti per settimane". La ragazza si sforza di trattenere il resto dell'urina, piangendo come una fontana riesce a raggiungere la porta di casa dove Giacomo sorridente e impassibile le tiene aperta la porta. Agata ormai è piegata su stessa dai crampi, si accascia a terra stremata e tremante. Il suo padrone la raggiunge con in mano un vasino rosa da bambina. "vieni cucciola, siediti e fai tutta la pipì da brava bambina" -- Agata si libera con sollievo ma lo guarda stupefatta, la sta trattando come se fosse una bimbetta di pochi anni. Il turbinio di sensazioni che questa storia le sta procurando supera di gran lunga tutte le sue aspettative. Giacomo è affascinante e intrigante ma assolutamente imprevedibile e lei è assolutamente spiazzata dal suo atteggiamento ma non è mai stata tanto eccitata e ormai ha scelto di fidarsi. Giacomo le parla teneramente accompagnandola in salotto, la fa accomodare sul divano e le toglie il dildo. L'ano rimane oscenamente dilatato mentre la figa gronda umori. "Adesso mentre io preparo tutto l'occorrente, tu rimani qui tranquilla a vederti questo dvd didattico. Se scopro che ti sei toccata la passerina non te lo dimenticherai più." Inizia il filmato, è a metà tra un film hard sadomaso e un corso didattico, sul set una giovane ragazza è alle prese con i suoi due titolari, viene sottoposta a pratiche umilianti e prove dolorose, la fanciulla sorride sempre in macchina come se nulla fosse, solo quando viene frustata sulla figa piange e urla. Le vengono trafitti i capezzoli con degli aghi da siringa e poi le piccole labbra. Le viene dilatato l'ano con una specula d'acciaio e poi viene sistemata su un cavalletto di legno con la figa aperta a metà . La mandano a fare la spesa con una mutandine di latice nera che ha all'interno due dildi enormi che la penetrano senza pietà . Riceve clisteri da due litri di una poltiglia densa e fumante, viene frustata su tutto il corpo con uno scudiscio di cuoio. Il film finisce con la ragazza che viene fistata dalla padrona mentre succhia il pene del padrone. In tempismo perfetto entra Giacomo sorridente. "Allora ti è piaciuto il film? Voglio sapere cosa ne pensi e le impressioni che hai avuto". -- "Che dire, sono abbastanza sconcertata ma la ragazza non mi sembrava infelice" -- "Certo che non era infelice, mica si possono obbligare le persone a subire certe cose, si sceglie di essere schiave e ci si sottomette ai voleri di uno o più padroni. A proposito cara…" Mentre parlava Giacomo accarezzava la figa della schiavetta trovandola allagata di umori che arrivavano a bagnare l'interno delle cosce. "Vorrei anche parlarti di alcune eventualità di cui ancora non abbiamo discusso. Potrei volerti esibire o prestare ad altri master, spero tu non abbia niente in contrario, inoltre c'è una donna, una persona a cui sono fortemente affezionato, abita in questo palazzo e mi aiuta con la gestione della casa, è una persona amabile e nonostante i suoi 50 anni suonati è ancora una bella donna, a lei delegherò alcune punizioni durante le mie assenze. Mi spiego meglio, se ho voglia di sottoporti a qualche punizione mentre sono in ufficio, darò disposizioni a lei e tu dovrai obbedirle senza indugi. Dimenticavo cara, avrai dei piercing, presto, non ho ancora deciso dove ma non saranno visibili nella tua vita sociale. Ci sono domande?" -- "Vorrei sapere se posso oppormi a qualcosa o se il pacchetto è hall inclusive". -- "No tesoro, se qualcosa non ti va bene dovrai rinunciare al tuo progetto per intero". -- "Bene signore, non mi opporrò a niente, chiedo solo di avere il tempo per entrare gradualmente negli argomenti". "Mi sta bene, non sono pazzo, aspetterò che tu sia pronta ma i tempi comunque li deciderò io". Didy
STATISTICHE E INFO SITO


Google page rank: Online da:
Segnala il tuo blog