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http://maquandomilaureo.blospot.com Lo scopo del Blog è quello di offrire uno spazio libero per potere parlare insieme, per offrire spunti di riflessione, sul mondo parallelo dell'Università: narrazioni, episodi vissuti, desideri e delusioni, critiche e commenti attorno a quella che in definitiva è la preparazione al mondo del lavoro. Uno spazio per potere dire ciò che solitamente tutti sanno ma nessuno evidenzia, perchè non ci sono gli strumenti per farlo.
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- Si scopron le tombe, si levano i morti
- (ANSA) - ROMA, 14 MAG - Il 92% degli studenti considera 'un male' per l'Universita' italiana il fatto che la maggior parte dei professori abbia piu' di 65 anni.Una ricerca di StudentiMagazine denota una generazione di professori tra i 50 e i 60 anni che presto raggiungera' l'eta' pensionabile . Come rimedio, l'ateneo di Torino ha lanciato un provvedimento per il prepensionamento, proponendo collaborazioni a chi ha 40 anni di contributi e piu' di 65 anni e permettendo ai giovani di entrare in ruolo al loro posto.Fonte Yahoo Notizie http://it.news.yahoo.com/14052007/2/universita-troppi-prof-over-65.htmlBuongiorno,se ne sono accorti.Si sono accorti anche che i Vecchi - da intendere come Venerandi, Saggi, ovviamente - amministrano i loro corsi come monarchi che elargiscono specialissimi favori quando si presentano alle lezioni e agli esami? Cioè quando fanno niente altro che il proprio lavoro?Mi sa di no.Su questo argomento tornerò con una accurata biografia sui più Vecchi - come sopra - con cui sono venuto a contatto.Rispettoso contatto, mai avvicinato alle loro Sublimi Maestà : non voglio aroma di tomba addosso.
- Dividi (e specializza e rendi competitiva) et impera.
- (ANSA) - SPEZZANO (BERGAMO), 12 MAG - Sul fronte universitario è necessario "che i piccoli atenei si specializzino". E' questa la risposta del ministro dell'Innovazione tecnologica nella pubblica amministrazione Luigi Nicolais all'appello del presidente della Confindustria Luca Cordero di Montezemolo di ridurre le "università condominiali" per creare più "centri di eccellenza."Dopo aver indicato che "sull'università il governo vuole investire molto" Nicolais ha aggiunto che "le piccole università si debbono specializzare come ad esempio ha fatto l'università del Sannio, che ha scelto solo pochi soggetti su cui fare ricerca".Al contrario, "le grandi università che operano su più settori, debbono farlo con competitività anche se sono statali". Secondo il ministro queste ultime, "debbono competere anche per ottenere i finanziamenti". Nicolais si è poi detto convinto del fatto che "il nostro sistema università ha grandi potenzialità ".(ANSA).tratto da: http://it.biz.yahoo.com/12052007/2/universita-nicolais-necessaria-specializzazione.htmlCapito?In pratica stanno dicendo: buttiamo all'aria tutti i corsi di laurea di tutti i tipi di università e ricominciamo.E il giornalista che chiede:"Scusate, di nuovo? Vecchio Ordinamento, Nuovo Ordinamento, Nuovissimo Ordinamento e adesso specializzazioni e competitività su più settori" doveva essere assente, quel giorno.Certo che, riflettendoci, è molto semplice per personaggi di questo calibro dire: "facciamo", "cambiamo", "ricominciamo", "invertiamo la rotta".Tanto chi se ne importa?Ah già : noi.
- Quando l'Assistente Assiste (terzo movimento)..e parla stavolta.
- Cosa succede se vi assentate per 20 giorni dalle lezioni?Perdete le spiegazioni?Si.Vi trovate indietro sul programma?Si.Dovete inseguire i colleghi per gli appunti?Si.Perdete ore ed ore a cercare di capire quel concetto che, se foste stati presenti, sarebbe stato semplicissimo?Si.Dovete farvi 3 ore di anticamera per andare al ricevimento del Prof così da farvi spiegare un passaggio/esercizio/concetto?Si.Insomma, non è affatto una buona idea assentarsi 20 giorni dalle lezioni senza un validissimo motivo: c'è tutto da perdere e da recuperare con gli interessi.Invece, cosa succede se un Prof si assenta per 20 giorni?Viene pagato, ed il suo corso viene seguito da uno schiav..ehm..un Assistente che, per l'occasione, è promosso a ruolo di schiav..ehm..Assistente Parlante.Gli Assistenti Parlanti sono tutti uguali: il loro tratto distintivo è l'assoluta paura di farsi prendere in giro dagli studenti. Che poi si dimostrino isterici o timidi poco cambia, la ragione è quella appena espressa.Un Assistente Parlante, la sera prima del "gran giorno" in cui assaporare il Potere Assoluto, ha già in testa lo svolgimento della lezione.Inizio.BuongiornoIl Prof mi ha detto che siete arrivatiRiprendiamoCominciamoPausa.Capito?ArrivederciApplausi.Poi entra in aula, si dimentica tutto, ed inizia a balbettare la lezioncina, possibilmente con l'ausilio di specchietti più o meno tecnologici (le slides realizzate con PowerPoint o i lucidi vecchio stile con il proiettore a fascio), sperando che i ragazzi non facciano troppo rumore.D'altronde, cosa si può pretendere da un Dottorando che per la prima volta si trova a dovere spiegare a 150 persone della sua età qualcosa che lui ha assimilato per se stesso, con i propri processi didattici, e non pensando a come farle intendere ad altri?Nulla, effettivamente.Si potrebbe pretendere che il Prof di ruolo non si assenti con banalissime scuse borbottate agli studenti.Ma non chiediamo l'impossibile, qui.Qui chiediamo che quando un corso è compreso tra due date sia tenuto ininterrottamente dalla persona assegnata, a meno di motivi di salute, certamente. Ed in casi di assenza prolungata sia un altro professore a sostituirlo, non un ragazzo appena laureato.Si chiede semplicemente che l'insegnamento non sia frammentato, rimbalzato tra persone che, se anche fossero più che competenti nella teoria, possiedono diversissimi - sempre che li possiedano - metodi di insegnamento.Tutto questo perchè gli indirizzari ultimi, il fine, lo scopo dell'insegnamento non è il salario del professore, dell'Assistente o dei bidelli che tengono in ordine la struttura, ma lo Studente.Cioè noi.
- Scribacchini alla riscossa :-)
- (AGI) - Palermo, 4 mag . - La convinzione che i laureati in discipline umanistiche siano destinati a restare a spasso a vita sembra smentita. E' vero che restano precari piu' a lungo dei loro colleghi ingegneri o tecnici, ma a distanza di cinque anni dal conseguimento del titolo il gap si riduce drasticamente: 93 per cento e' la quota di occupazione (inclusa la formazione retribuita) dei laureati nelle aree tecnico-scientifiche, 87 per cento quella dei laureati "umanistici". Segnali di preoccupazione arrivano invece per i "figli" delle lauree triennali avviate con la riforma universitaria: nonostante il primo intento della riforma fosse quello di ridurre il numero di fuori corso velocizzando i tempi di ingresso nel mondo del lavoro, e' ancora alta la percentuale degli studenti in discipline umanistiche che non riesce a laurearsi in tempo: in media il 35,6 per cento. E la quota di studenti che, nella ritmo didattico serrato dei nuovi corsi, ha la possibilita' di fare esperienze all'estero si ferma intorno all'8 per cento, a eccezione degli studenti in Lingue tra i quali la percentuale e' piu' alta (39,2 per cento), ma ancora insoddisfacente. Sono questi alcuni dei dati che emergono dal "Quaderno sullo stato attuale della formazione umanistica" realizzato da Almalaurea e presentato oggi a Palermo all'apertura del convegno "I saperi umanistici nell'Universita' che cambia", organizzato dalla facolta' di Lettere dell'ateneo di Palermo insieme con la Conferenza nazionale dei presidi di Lettere. Il rapporto, che ha coinvolto 32 mila studenti di vecchio e nuovo ordinamento (18 mila i primi, oltre 14 mila i secondi), riguarda i sette corsi di laurea piu' frequentati: Lettere, Filosofia, Storia, Lingue e letterature straniere, Conservazione dei beni culturali, Scienze della Comunicazione, Dams. - Maggiori approfondimenti su www.agi.itda Yahoo.it->Notizie. url: http://it.news.yahoo.com/04052007/203/universita-umanistici-precari-87-assunti-in-5-anni.htmlSi, la notizia in se è buona: coloro che scelgono le materie umanistiche trovano occupazione.Mi domando però perchè questa tendenza decresca per coloro che hanno frequentato la laurea triennale.Avrebbe dovuto portare, contrariamente, un impiego più veloce anche si trattasse solamente del precariato, o dei corsi di apprendistato retribuito.Ho sempre più la convinzione di essere stato preso in giro.
- Il Teletrasporto: vogliamo il teletrasporto.
- Ciò che, tra le altre pecche, veramente non riesco a metabolizzare del sistema universitario, almeno del sistema della mia realtà cittadina, è la assoluta mancanza di puntualità .Puntualità , che significa rispetto per chi frequenta l'Università , e che sulle basi della puntualità organizza lo studio, ma anche il tempo libero e l'attività lavorativa, in molti casi.Analizziamo oggi un aspetto di questa mancanza di puntualità . Quella che forse maggiormente va a gravare sulla condizione degli studenti fuori sede.Quando cominciano gli esami?Che date?Che orari?Che aule?La risposta a queste domande si trova nella bacheca di corso di laurea, dove a circa 1 settimana dall'inizio della sessione, viene affisso il calendario degli esami.Tralasciamo che, poichè è noto già a priori quali siano le materie oggetto di esame, sarebbe possibile creare il calendario non 1 settimana, ma 1 mese prima.Ma non voglio certo pizzicare la sensibilità dei Professori che, oltre ad essere professori, hanno altri interessi - concedetemi l'uso di questo termine generico - e dunque sono inclini ad annunciare la loro disponibilità a commisionare gli esami solo a ridosso degli stessi.No, focalizziamoci sul fatto che chi abita in provincia, e non può permettersi un appartamento nemmeno in subaffitto, e che tuttavia ha diritto come chiunque altro ad essere tempestivamente informato dello stato del calendario, è costretto a vere e proprie spedizioni esplorative che hanno come unico scopo quello di verificare che le date non siano cambiate, che l'esame sia confermato, che il prof sia disponibile.Mi si dice: viviamo nell'era informatica, esistono i portali delle facoltà , esistono i file pdf che contengono i calendari di esame. Chi vuole controllare può farlo senza muoversi da casa.Si.E invece no.Il calendario online è pubblicizzato con una settimana di anticipo, e mai più modificato anche un esame dovesse venire cancellato.Mi è capitato di recarmi nella data d'esame prefissa, e sentirmi dire:"Guardi che l'esame era ieri, se lei fosse venuto in facoltà avrebbe visto il mio avviso di 2 giorni fa che anticipava l'appuntamento"E qui, sebbene non sia mia abitudine, ho ribattutto con tutta l'educazione di cui sono capace alle 8 del mattino dopo una notte insonne, che il calendario online segnava la data dell'odierno giorno, non del precedente.Abbiamo verificato assieme con il Prof - di cui ho avuto le scuse dopo la verifica, è bene dirlo - la veridicità della mia affermazione, e concluso con lapalissiano logica:"I calendari online non servono a nulla"Cari lettori (2 su 5) che vi fate 2 ore di treno al giorno per seguire le lezioni e rimanere informati, non avete la leggera sensazione di essere presi in giro? Di essere considerati come coloro che si devono adattare al Bene Supremo dell'Università invece che il contrario, poichè in fin dei conti paghiamo un servizio che non sempre ci viene corrisposto in maniera completa?
- "Dimmi cosa studi e ti dirò chi.." contattare per avere gli appunti
- Io non so voi, ma ciò che maggiormente mi da fastidio quando approccio lo studio di una nuova materia, è l'ansia che immancabilmente mi coglie nel momento in cui riguardo gli appunti presi a lezione.Perchè capita, in un'aula stipata di gente costretta a stare gomito a gomito (stiamo parlando di più di 100 persone nei corsi più affollati), che sfugga una parola, che un concetto non venga perfettamente recepito, che il chiedere "scusa, cosa ha detto?" faccia saltare a te ed al tuo collega ciò che il prof dice nel frattempo.Allora, quando torno a casa e guardo la mappa geografica che è diventato il mio quaderno, per la fretta di scrivere tutto con massima precisione, vengo assalito dall'ansia che malignamente sussurra:"Scommettiamo che ti chiede proprio questo?"E cosa si fa in una situazione del genere?Barlume di speranza, fiammifero di luce nel nero (nero inchiostro, of course) buio dell'ignoranza, ecco il libro di testo da cui suggere chiarezza e, possibilmente, la risposta alla domanda che verrà fatta all'esame.Si, ok. Tutto bello e problema risolto.Peccato che non esistano libri che riguardino i corsi universitari.Sembra una battuta:Solo testi consigliati, da cui prendere certi capitoli ed altri no, o dispense da recuperare nei centri stampa quasi fossero i nuovi Graal della Vita Eterna.Alcune dispense sono molto ben fatte, certamente.Ma è giusto che uno studente che si prepara a divenire laureato, cioè un lavoratore dirigenziale, si formi su fotocopie di appunti?Perchè non c'è uno, uno grosso (il Rettore, il Sotto Segretario, Darth Vader, Bono Vox, Leonida, Gandalf fate voi) che dica:"Per ogni materia stabiliamo un libro?"D'altronde l'Università è statale o no? Poi se il corso specifico richiede altre conoscenze, si integra. Ma almeno un testo da seguire, per ritrovare tutto.No.Perchè rendere la vita più semplice?Lasciamo che i docenti facciano quello che vogliono, che gli studenti si ingegnino come trovare da soli ciò che abbisogna, e beatamente e un pò disincantati, attendiamo che qualcuno si laurei.E noi, un pò titubanti, poi agitati, ed infine disperati, inseguiamo la conoscenza ultima, quella conoscenza per cui già paghiamo abbondantemente e puntualissimamente (altrimenti mora di mora di mora), per arrivare all'esame con qualcosa da dire.Non solo l'impegno nello studio: anche l'impegno per trovare le fonti da dove studiare.Finiamo qui, per oggi. Ma l'argomento è così fastidioso che permette un ritorno, ogni tanto.
- Uh bello, arrivano i soldi per i maxischermi! Così so quando pagare le tasse!
- Bologna, 12:17 UNIVERSITA': PRODI, RISORSE A CHI LE UTILIZZA MEGLIO"Bisogna razionalizzare, mettere in fila i problemi e dare risorse a chi le utilizza in modo migliore, piu' razionale. E' quello che ho detto al ministro dell'Universita', che e' d'accordo. Anche l'universita' deve rendersi conto delle difficolta' finanziarie e fare una gerarchia dei criteri di assegnazione delle risorse": lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, inaugurando questa mattina a Bologna la nuova sede di uno dei dipartimenti della facolta' di Ingegneria. Prodi ha detto che la ricerca e lo sviluppo dell'universita' sono da sempre al centro della sua attenzione e tra i suoi obiettivi di programma e che e' necessario un cambiamento, a partire proprio dalla ricerca e dall'universita', senza del quale il Paese non puo' fare il necessario salto in avanti. Prodi ha anche aggiunto che l'Italia oggi e' in una fase di cambiamento degli equilibri finanziari "piu' rapida del previsto", e dunque, si puo' guardare alle necessita' dell'universita' per programmare un cambiamento e un rilancio. "Questa e' la politica che intendo fare pensando nel tempo anche a un salto quantitativo. Le risorse sono ancora scarse, ma l'obiettivo e' quello di mobilitare tutto il paese verso la progettazione di queste risorse". Infine, Prodi ha detto che e' tempo di aprire le universita' italiane al mondo, agli stranieri, studenti e professori, ricordando che cio', per esempio a Bologna, avveniva gia' molti secoli fa. Poi c'e' stato un momento di "chiusura", ora bisogna aprirsi di nuovo.Fonte: "Repubblica.it" URL articolo: http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/2006/rep_nazionale_n_2213814.html?ref=hpsbdx1Certamente è qualcosa di auspicabile ed apprezzabile quando la cultura del Paese si espande insieme alle strutture unversitarie, così come quando si parla di una redistribuzione di fondi - peraltro ammessi "scarsi" senza timore di fraintendimento - in base alle priorità e non ad oscuri sistemi di assegnazione che, dettro tra me ed i miei 4 lettori (ebbene si, siete aumentati), a volte destano qualche perplessità ,.Ma inevitabilmente mi viene da pensare:Se si profila una assegnazione di risolse più razionale, significa per forza di cose che fino ad ora non lo è stata. Allora, invece di tirare fuori altri soldi, perchè non si prova a fare chiarezza su dove siano finiti quelli già assegnati?E se queste risorse sono state male impiegate - tutto in buona fede, perchè dovremmo pensare il contrario? - non sarebbe meglio porre rimedio e, ove possibile, aggiustare in corso d'opera quello che per distrazione - tutto in buona fede, perchè dovremmo pensare il contrario? - è stato male organizzato?Evidentemente non capisco nulla di politica e criteri di assegnazione.Certo, forse riuscirei a riflettere meglio su questa situazione se mi togliessi dalla mente il pensiero che i soldi - delle tasse, dei fondi statali, quello che è - vengono sprecati per gli schermi al plasma appesi alle segreterie centrali dell'Università , invece che comprare un paio di sedie in più così da non farmi sedere a terra quando arrivo 10 minuti dopo l'inizio delle lezioni.No, non mi pare un grande criterio di assegnazione.Ma questa è tutta un'altra storia.
- Quando l'Assistente Assiste (Secondo Movimento)...e non solo, purtroppo.
- Sono soddisfazioni quando, dopo un brillante percorso di studio, il proprio lavoro viene riconosciuto, ammirato e, perchè no, ripagato.Ma le soddisfazioni non sono facili a durare, soprattutto se, sebbene a ragione e diritto, vengono vissute in prospettiva, prima che accadano.Ed infatti, riporto la testimonianza di chi conosco bene e che ci regala una gemma di malcostume (manteniamoci nell'uso di termini non offensivi).Nel lontano 2002, per la precisione nel mese di Novembre, fu pubblicato un articolo riguardante una ricerca longitudinale durata due anni, con tanto i dati, elaborazioi, grafici, tabelle, etc. etc. Qualche giorno dopo, questo articolo (tradotto anche in Inglese) venne discusso durante un'importante conferenza sul tema presso la sala convegni di una importante Università di Roma. L'autore sia dell'articolo, sia della presentazione (effettuata con power point e videoproiettore) era il mio relatore di tesi. Unico autore, ufficiale autore.Piccolo particolare: chi aveva effettuato la ricerca longitudinale impiegando 2 anni della sua vita era una giovane laureanda (io), chi aveva elaborato i dati, fatto analisi numeriche incomprensibili, messo su grafici e tabelle, era sempre la giovane laureanda. Mi sono laureata a Febbraio 2003, poichè, sapete com'è.. mi avevano rubato e pubblicato la tesi....E cosa volete aggiungere a qualcosa del genere?Dimostrazione sempre più netta che c'è qualcosa che proprio non va.
- Quando l'Assistente Assiste...nel vero senso della parola.
- Poichè questo spazio è dedicato in generale agli studenti universitari, è bene nel preambolo a questo primo reale spunto di riflessione, chiarire cosa sia un Assistente Esercitatore.Questa figura si affianca a quella del Prof di ruolo della materia e lo aiuta nel lavoro di basso profilo, di quello che prescinde le vette filosofiche dello studio.Corsi del genere prevedono il Prof di ruolo e l'Assistente Esercitatore, cioè una persona (laureata e presumibilmente Dottoranda o anche Ricercatrice) che svolge in orari differenti da quelli della lezione, gli esercizi pratici.Per dirla in parole povere: assegna gli esercizi agli studenti e li risolve.Naturalmente è una risoluzione intelligente, ovverosia nel portare gli studenti al risultato finale del quesito che ci si pone, l'Esercitatore riprende i concetti della teoria applicandoli alla pratica del problema, illustra i meccanismi per decifrare il listato di un esercizio, mostra i "trucchi del mestiere" per raggiungere la soluzione migliore e meno laboriosa e, soprattutto, se un alunno ha dubbi riguardanti teoria o pratica, l'Esercitatore è pagato per risolvere il dubbio.E' così?Magari lo fosse.Capita che l'Assistente, durante le ore di esercitazione - che ricordo: non coincidono con gli orari di lezione ma sono prettamente pomeridiane e della durata di 3 ore - arrivi, posi la propria valigetta colma di fogli, ne prenda uno, si giri verso la lavagna, disegni la situazione su cui verterà l'esercizio, dia a voce il testo ed i dati, ed infine espleti in maniera esemplare il motivo per il cui il ruolo che ricopre è chiamato "assistente": Assiste.Non muove più un muscolo.Si limita a guardare gli alunni che, titubanti, cercano di risolvere l'esercizio.Le domande degli studenti trovano un "si" se la supposizione che prospettano è corretta, ed un "dovrebbe studiare di più" se la supposizione è sbagliata.Nessuna spiegazione passo passo, nessun appunto di teoria, nessuna applicazione delle formule viste a lezione. Assiste.Dopo una buona mezz'ora, quando il mormorìo degli studenti inizia a diventare fastidioso (non per lui dato che il mormorìo fa parte dello spettacolo a cui Assiste con indicibile attaccamento al ruolo), l'Assistente Esercitatore esercita la propria professione scrivendo il risultato alla lavagna.Sulla lavagna quindi si ha il testo dell'esercizio ed il risultato numerico.Mi viene quindi da pensare che anche il libro di testo, qualsiasi libro di testo, sia un Assistente Esercitatore: mi mostra il testo dell'esercizio, mi da il risultato finale, e mentre io cerco di tracciare la strada che collega il testo al risultato, assiste.Certo, se ho bisogno di qualcosa il libro si lascia sfogliare: l'Assistente Esercitatore invece mi risponde che avrei dovuto studiare di più. Forse non ho dato la carica alla molla per farlo parlare, forse pensa che io l'abbia fotocopiato e dunque, risentito, non mi vuole aiutare.La fine di questo aneddoto?Capita che il corso così .. assistito .. fallisca le prove in itinere a cui viene sottoposto, e venga messo davanti l'evidenza dei fatti con stupore manifesto da parte dello Spettator..pardon..dell'Assistente Esercitatore.Cosa è più strano? Nulla di quanto detto finora: il fatto veramente strano è che la correzione della prova in itinere avviene secondo la via classica: testo, modo di arrivare alla soluzione condito di tutti gli ingredienti di teoria, trucchetti, considerazioni, corsie preferenziali e non-laboriose, e risultato finale.Dobbiamo quindi fallire le prove per avere una esercitazione decente?
- Disclaimer (ovvero: quello che faremo assieme)
- Ogni evento pezzo riportato in questo spazio è prima sottoposto alla lettura ed alla approvazione insindacabile dell'Amministratore del Blog (me medesimo) che attenderà all'epurarazione del materiale da pubblicare solo ed esclusivamente qualora il già citato materiale inviato possa essere ritenuto offensivo, non inerente agli argomenti cardini di questo blog, o che sia di aperta polemica verso un precisato e specificato soggetto.Con aperta polemica verso un precisato e specificato soggetto intendo riferirmi al caso in cui un intervento sia mirato a criticare la persona (il sig. Rossi) nella sua accezione umana: in casi del genere posso solo offrire il mio personalissimo consiglio di contattare privatamente il Sig. Rossi della situazione e comunicargli a voce le proprie rimostranze.E' invece più che consentito, è anzi il tema centrale di questo blog, che la polemica sia rivolta verso il comportamento a cui la persona si allinea nella sua accezione di "addetto ai lavori" universitario (Il Prof. Rossi, il Segretario Rossi, il Rettore Rossi, Il Pres. di CCL Rossi,ecc).Per evitare, ancora, che anche la sottolineatura di un comportamento scorretto (che ripeto è uno degli intendimenti di questo spazio) possa diventare un attacco personale, i nomi verrannno camuffati.Perchè quello che qui interessa è che ciò che non può essere manifestato all'interno della struttura universitaria (e con struttura non intendo solo l'ubicazione fisica delle aule, ma tutto il complesso che gira attorno al sistema solare Università ), sia reso pubblico, noto e - speriamo - analizzato, da chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole da parte di tutti.Come promessa a voi che leggete e che contribuite, assicuro che in alcun modo saranno modificati i toni e i fatti raccontanti, a meno che non rientrino nei casi sopra specificati e, ad ogni modo, la modifica sarà segnalata all'autore PRIMA che il pezzo venga pubblicato.Con questo non posso che nuovamente esortare i miei (accertatissimi e con tanto di bolli) 3 lettori a farmi avere materiale all'indirizzo di posta -> maquandomilaureoblog@yahoo.it
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