Blog http://sandrogrosso.wordpress.com
http://sandrogrosso.wordpress.com Idee e commenti di un trevigiano in Germania.
NOTIZIE VIA FEED RSS
- L´origine del Tiramisù? Che casÃn…
- Se ne è andata ieri Speranza Bon, e con lei forse la veritá sull´origine del Tiramisù. Tante le “appropriazioni” sulla nascita di questo dolce tanto rinomato nel mondo: da Siena a Piemonte, fino ad attraversare l´Atlantico, così numerose da arrivare a mettere in discussione pure l´originalità del prodotto. Ma la tesi più accreditata circa l´origine del dolce rimane quella veneta anzi, trevigiana. Sarebbe stata Speranza Bon ad ideare la ricetta base del Tiramisù o, quantomeno, a mettere mano certa alla scelta e alla quantità degli ingredienti che lo strutturano. Così scrive oggi il Gazzettino: Speranza Bon era nata a Farrò di Follina da una famiglia che gestiva un negozio di alimentari (iniziando a lavorare giovane dietro il bancone) e la macelleria a Follina. Passare, per lei, dal mondo dell’alimentazione a quello della ristorazione è stato facile tanto da aprire, negli anni Cinquanta, a Pieve di Soligo, la “Locanda Alla Posta” (che oggi non esiste più) dove il primo cuoco fu un certo Lino salito poi alla ribalta con la “Locanda da Lino”.      Da Pieve di Soligo Speranza Bon nel 1956 giunse a Treviso dando vita al mitico ristorante “Al Camin”, alle Stiore, altro ambiente che non c’è più, per passare poi, dalla parte opposta della strada Ovest, all’albergo ristorante Al Fogher oggi gestito dal figlio Gianni. E “Al Camin”, fucina di vari cuochi e dove iniziò a lavorare un altro mito della ristorazione come Celeste Tonon, Speranza Bon creò la ricetta del dolce “Coppa Imperiale”, e che Ada Campeol delle Beccherie tramutò in “Tiramisù” tanto da giocarsi la maternità del gustosissimo dessert. Tutto bene, anche se rimane pure aperta la strada del “dolce del peccato”, nato nei casini di Treviso, quindi difficilmente rintracciabile nei trattati di gastronomia. Tagged: ristorante al camin, speranza bon, tiramisù, Treviso
- Quello che in Italia non si dice…
- Sul caso di Nicola Di Girolamo, della truffa elettorale che lo ha portato all´elezione al Senato, e del contorno di riciclaggio e corruzione, si è letto e ascoltato tanto. Mi sembra invece che poco sia stato narrato sul suo trampolino di lancio organizzato proprio qui in Germania, tra Francoforte e Stoccarda. Qui un servizio del quotidiano tedesco die Tageszeitung (tranquilli, eccovi la sua traduzione in italiano). Tagged: ´ndrangheta, Germania, Italia, nicola di girolamo, Politica, stoccarda, stuttgart
- Coop, Lidl e il Grande fratello
- In Italia rimbomba la notizia dell´azione di spionaggio effettuato da Coop nei confronti di dipendenti e dirigenti. In Germania un fattaccio simile era già avvenuto un paio d´anni fa, e in quel caso a farne le spese furono i dipendenti della catena leader dell´hard discount Lidl. Il responsabile tedesco dell´importante gruppo commerciale fu licenziato. Vediamo cosa accadrà invece in Italia ai protagonisti di questa triste vicenda. Tagged: coop, grande fratello, lidl, privacy, spionaggio
- Lo squallore di quegli anni
- Non sto a immischiarmi nella diatriba Craxi sì – Craxi no: non sono in grado di offrire un´analisi lucida, soprattutto per ragioni anagrafiche che mi hanno fatto vivere quegli anni a diciott´anni o poco più. Ma in questo post rilascio un piccolo indizio di come la politica e i politicanti hanno vissuto quegli anni. Si tratta di una relazione sulla gestione dell'Avanti! da parte di Roberto Villetti (parlamentare dello Sdi sino alla scorsa legislatura) il quale diresse il quotidiano socialista dal 1989 al 1992. È poca cosa rispetto ai veri affari della degenerazione della politica, ma rende bene l´idea dello squallore di quel sistema. Grazie a Filippo Facci. «In soli tre anni la perdita di gestione balza da 7 miliardi e 800 milioni nell'89 a 19 miliardi e 800 milioni nel '92. L'indebitamento, per il raddoppio dei costi di fornitori e banche, supera i 40 miliardi. Il capitale crolla da 950 milioni a meno 3 miliardi e 800 milioni… la sede del giornale è stata ristrutturata senza motivo da cima a fondo con una spesa di tre miliardi: pavimenti e parquet, arredo rinnovato da architetti con scrivanie da cinque milioni l'una, bagni rifatti due volte nel giro di un mese comprese le piastrellature. Per il direttore un nuovo ufficio staccato dalla redazione, bagno personale con doccia e telefono e una cucina con dispensa sempre rifornita e utilizzata anche dagli amministratori: spesa per approvigionamento, quattro milioni al mese.  Il borderò per i collaboratori ha sfondato il tetto di un miliardo e mezzo. Tra le firme eccellenti, quella dell'attuale segretario del Psi, Ottaviano Del Turco, con un compenso di 400.000 lire per ogni corsivo di trenta righe (lo stipendio mensile di un operaio era di circa un milione di lire, ndr). E ancora: Gerosa (300.000 lire), Talamona, 500.000), Baget Bozzo (500.000), Larizza (400.000), Francesco Forte (400.000), Bonito Oliva (500.000)… A ogni collaboratore, inoltre, Villetti disponeva di fornire un fax personale e l'Avanti! si fa carico delle spese telefoniche anche per l'estero… Decine di carte di credito sono state distriubuite in redazione per eventuali trasferte da inviato, ma ogni redattore è sempre rimasto in possesso della carta di credito -- anziché riconsegnarla in segreteria mentre era in sede -- e alla fine del 1992, secondo la relazione dell'amministratore ai soci, i rimborsi spesa hanno raggiunto la cifra di duecento milioni in 12 mesi. .. Villetti non dimenticava, per Natale, di regalare a ogni dipendente, giornalista e poligrafico, tre bottiglie di Veuve Cliquot… Nel solo 1992 la spesa per l'acquisto di metà dei giornali utilizzati (l'altra metà è costituita da copie in cambio, quindi gratuite) è stata di 205 milioni pari a circa venti testate per ogni giornalista. Per tutto il periodo della guerra del Golfo, Villetti ha preteso la ribattuta dopo la chiusura per non perdere nemmeno un missile. E nella consueta attesa serale del bombardamento, venti persone con gli occhi puntati sulla Cnn hanno quotidianamente cenato nella sala riunioni appositamente imbandita dal ristorante «Arancio d'oro» con tovaglie bianche, stoviglie, antipasti, dessert, scelta tra vini bianchi e rossi. Abitudine, quella della cena per le ribattute, frequantatissima anche in tempo di pace… Nel 1991 Villetti decide di cambiare la veste grafica del giornale realizzata quattro anni prima da Ruffolo… Il progetto viene pagato sessanta milioni… La vicenda dell'introduzione del nuovo sistema editoriale in sostituzione della vecchia fotocomposizione lascia dietro sè il sapore del dolo. Quando entra in funzione il nuovo sistema, la smobilitazione della tipografia è ancora da avviare. Risultato: doppi costi per almeno uin anno. E un anno dopo una fattura record da parte dello stampatore di oltre sei miliardi per il solo 1992… I preventivi di marchi prestigiosi come Crossfield e Macintosh sono bocciati anche se, rispettivamente, di un miliardo e duecento milioni e settecento milioni. Viene preferita la Nica, una societò allora sull'orlo del fallimento (e fallita quest'anno) il cui presidente è amico dell'amministratore delegato. La Nica non ha mai operato nel campo dell'editoria… Il suo prevcentivo è di un miliardo e mezzo, ma dopo soli tre mesi non riesce ad andare avanti con i lavori… Sempre sotto il coordinamento di Villetti, subentrano Apis Niger, Lasermaker, Ntg… Un esercito di tecnici e di consulenti è all'opera in redazione… alcuni di essi sono stati giungere da Nottingham e sono ospitati al Plaza a spese del giornale. Villetti fa comprare tutto quel che esiste sul mercato. Ogni accessorio è suo. La spesa conclusiva sarà di ben sei miliardi per un sistema che era necessario a quaranta giornalisti e che in nessuna parte del mondo sarebbe costato più di un miliardo e mezzo. Molto materiale, del resto, è anche sparito come tutta una prima serie di personal computer che è stato letteralmente necessario riacquistare da capo… il sistema è stato giudicato sovradimensionato del cento per cento da una società di analisi industriale inviata dall'ex segretario del Psi, Bettino Craxi, per un chek-up del giornale ormai in procinto del collasso… gli stipendi non sono stati pagati per la seconda volta nel mese di ottobre. In un'infuocata assemblena viene votata la sfiducia a Villetti e si chiede al segretario del Psi, Craxi, di intervenire per rimuoverlo… (a metà novembre 1992, ndr) Craxi rende noto di aver ricevuto una lettera di dimissioni di Villetti che si dissociava da alcune scelte politiche, e di averle accettate. Da allora, comunque, ha continuato a percepire ogni mese lire 12 milioni nette di stipendio». Tagged: avanti!, filippo facci, giornali di partito, psi, roberto villetti, tangentopoli
- Ma oggi destra significa cambiamento
- C’ è un significativo “non detto” dietro la polemica esplosa in Francia sul nuovo inno dei giovani dell’Ump, il partito di centrodestra al governo a Parigi. Al di là infatti della questione sui diritti che dovevano essere pagati alla cantante Marie-Mai e anche della necessaria autorizzazione, quello che è politicamente rilevante è il testo della canzone fatta propria dall’omologo francese della nostra Giovane Italia: «Tous ceux qui veulent changer le monde». Da qualche settimana la melodia è diventata il nuovo inno dei giovani dell’Ump, con tanto di video musicale, al quale hanno partecipato ministri, eudodeputati e lo stesso portavoce del partito, Fréderic Lefebvre. E lo stesso video si intitola “Cambiare il mondo”, altro che conservatorismo! E che questo sia lo stato d’animo di tutte le nuove destre maggioritarie in Europa lo dimostra anche lo slogan con cui l’altro giorno Davide Cameron, il leader del centrodestra britannico, ha avviato la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche: «Year for Change» (“L’anno del cambiamento”). Solo qui in Italia c’è ancora qualcuno, come Marcello Veneziani, che vorrebbe marginalizzare la destra a un ruolo di presidio identitario e che critica come un «viaggio per il paese che non c’è» la strategia europea per il cambiamento. Fortunatamente, è una “resistenza” destinata a soccombere. I fatti stessi impongono il cambiamento. Lo ha spiegato bene Enrico Vanzina l’altro giorno sul Messaggero: «Nel 1970 – scrive – ero all’università , insieme a me studiavano, in altre facoltà , Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, Paolo Liguori, tutti della sinistra extraparlamentare. Oggi sono miei amici e posso confessare che avrei detto “bum” immaginandoli, allora, alla testa della futura informazione borghese. Invece, oggi, stanno tutti lì, con imprevisto ma assoluto merito». E infine: «Avrei certamente detto “bum” anche a chi mi avrebbe detto che il futuro segretario dell’ex Msi sarebbe diventato gollista». Eppure è accaduto. La lezione? Nessuno può fermare il cambiamento. C’ è un significativo “non detto” dietro la polemica esplosa in Francia sul nuovo inno dei giovani dell’Ump, il partito di centrodestra al governo a Parigi. Al di là infatti della questione sui diritti che dovevano essere pagati alla cantante Marie-Mai e anche della necessaria autorizzazione, quello che è politicamente rilevante è il testo della canzone fatta propria dall’omologo francese della nostra Giovane Italia: «Tous ceux qui veulent changer le monde». Da qualche settimana la melodia è diventata il nuovo inno dei giovani dell’Ump, con tanto di video musicale, al quale hanno partecipato ministri, eudodeputati e lo stesso portavoce del partito, Fréderic Lefebvre. E lo stesso video si intitola “Cambiare il mondo”, altro che conservatorismo! E che questo sia lo stato d’animo di tutte le nuove destre maggioritarie in Europa lo dimostra anche lo slogan con cui l’altro giorno Davide Cameron, il leader del centrodestra britannico, ha avviato la campagna elettorale per le prossime elezioni politiche: «Year for Change» (“L’anno del cambiamento”). Solo qui in Italia c’è ancora qualcuno, come Marcello Veneziani, che vorrebbe marginalizzare la destra a un ruolo di presidio identitario e che critica come un «viaggio per il paese che non c’è» la strategia europea per il cambiamento. Fortunatamente, è una “resistenza” destinata a soccombere. I fatti stessi impongono il cambiamento. Lo ha spiegato bene Enrico Vanzina l’altro giorno sul Messaggero: «Nel 1970 – scrive – ero all’università , insieme a me studiavano, in altre facoltà , Paolo Mieli, Giuliano Ferrara, Paolo Liguori, tutti della sinistra extraparlamentare. Oggi sono miei amici e posso confessare che avrei detto “bum” immaginandoli, allora, alla testa della futura informazione borghese. Invece, oggi, stanno tutti lì, con imprevisto ma assoluto merito». E infine: «Avrei certamente detto “bum” anche a chi mi avrebbe detto che il futuro segretario dell’ex Msi sarebbe diventato gollista». Eppure è accaduto. La lezione? Nessuno può fermare il cambiamento. Luciano Lanna – Secolo d´Italia – 5 gennaio 2010 Tagged: destra, luciano lanna, secolo d´italia, ump
- A volte ritorno
- Lungo e vergognoso abbandono di questo blog, lo ammetto. Ma, come giá scritto in altre occasioni, di fronte alle colate di post e pensieri rigirati – o riciclati – meglio lasciare la tastiera in pace. In questi mesi ho privilegiato Block Notes, Facebook, e Twitter. Link e appunti vari li trovate pure su Friendfeed. Quindi, come vedete, non ho abbandonato la Rete. Semplicemente mi sono dedicato ad altro. Nota bene Ho privilegiato altri strumenti, ma questo blog non lo abbandono. Read you soon
- No no no
- Qui non si sciopera, perché non è grazie a questo spazio che ci si guadagna la pagnotta. Non si sta neppure zitti, perché “chi tace acconsente”, e se qualcuno ha dei buoni motivi per protestare contro qualcosa o qualcuno deve alzare la voce ancor di piú. Altro che silenzio. Tagged: Blog, decreto alfano, libertá di espressione
- We don´t forget
- In memory. Tagged: china, libertá, pechino, tiananmen square protests, tienanmen
- Sabato l´ultimo saluto a Gigi
- La commozione è molta a Treviso, ma non solo. Per questo ritorno sulla scomparsa di Gigi Vescovi. Visti i numerosi contatti in Internet (su Facebook sono addirittura sorti due gruppi in suo ricordo), volevo comunicare a tutti che il funerale si svolgerá a Caravaggio (Bergamo), cittá natale del noto barman e gestore di locali di successo. La cerimonia funebre si svolgerá sabato 14 marzo, alle ore 14.00. A Treviso gli amici piú cari si stanno organizzando con un pullman per presenziare all´appuntamento, e la cosa rende loro merito. Ancora ciao Gigi. Tagged: caravaggio, funerale, gigi buranei, gigi vescovi, lisbona, madam, sottoportico, Treviso
- Una fredda mattina di marzo
- Questa mattina a Stoccarda faceva freddo. L´aria era impregnata di umiditá, quella che ti entra nelle ossa e ti spinge a chiederti: chi me lo fa fare ad alzarmi e ad andare fuori? Ce lo siamo chiesti tutti, stamane, da queste parti. Una primavera che non inizia, una ripresa che non decolla. Vento, pioggia e temperature rigide da una parte; la crisi economica che ha messo in ginocchio la principale potenza economica europea dall´altra. C´è poca voglia ad uscire di casa, c´è ancor meno voglia ad accendere la radio o la televisione per ascoltare l´ennesimo bollettino di guerra proveniente dai mercati tedeschi, europei e mondiali. Tra una tazza di caffé e una fetta biscottata i notiziari danno la notizia del folle omicida-suicida dell´Alabama: dieci morti, un bagno di sangue, e i soliti tanti perché. La notizia rimbomba nei timpani tra la toilette e la cucina, mentre da queste parti ci si continua a chiedere: chi me lo fa fare ad uscire di casa? La stessa domanda se la saranno sicuramente posta pure gli studenti della Albertville-Realschule di Winnenden, cittadina alla periferia nord di Stoccarda. I ragazzi hanno sonno, desiderano il sole, un latte macchiato da sorseggiare assieme agli amici in un parco, un sorriso. E invece vanno a scuola, cosà come tutti noi andiamo al lavoro, a sbrigare le nostre faccende, a smadonnare per uffici oppure a fare compere. Ma a metá mattina la radio comincia a dare notizie frastagliate e poco rassicuranti. “Sará la solita americanata”, e ce la scrolliamo di dosso pensando a quanto successo in Alabama. Ma no, l´americanata è qui, a pochi chilometri da noi. Un allarme forte e chiaro gracchia dagli altoparlanti dell´autoradio: “Non date passaggi a nessuno”. Qui in Germania la radio è cosa seria, fatta di news, informazioni sul meteo e su qualsiasi cosa accade in tempo reale a pochi metri da dove ti trovi. Altro che canzonette, oroscopi e dediche in segreteria: se l´emittente lancia un avvertimento di questo tipo qualcosa di veramente grave è accaduto. E allora via ad aprire Internet, oppure a sintonizzarsi su N-Tv o N24, i principali canali all news della televisione tedesca. E via con il tam tam mediatico presto rimbalzato pure in Italia, cosà come nel resto del mondo. È pomeriggio qui a Stoccarda, la tragica vicenda di cronaca ormai l´avete recepita e digerita. Un sole pallido e prive di forze cerca di farsi largo tra un acquazzone e l´altro, verso l´aeroporto si è notata anche una piccola spruzzata di neve. A Winnenden, poco meno di ventottomila abitanti, è grigio pesto, e la primavera non ce la fará in alcun modo a scaldare i cuori di studenti, famiglie e concittadini. Solo una domanda: chi ce lo ha fatto fare ad uscire di casa questa mattina? (foto tratte da spiegel.de e ansa.it) Tagged: amoklauf in winnenden, stoccarda, strage di winnenden, stuttgart, winnenden
STATISTICHE E INFO SITO


Google page rank: Online da:
Segnala il tuo blog