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http://viaggistatici.myblog.it/ Appunti disordinati di un viaggio caotico chiamato vita
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- Sulla cultura
- La cultura è necessaria all'uomo come l'acqua. Essa, infatti, irriga le menti rendendole rigogliose e cariche di frutti, come l'acqua spegne gli incendi, così la cultura spegne il fuoco devastante della violenza di qualsiasi natura essa sia. La violenza e l'ignoranza vanno di pari passo, la violenza è il frutto nefasto dell'ignoranza. Non essendoci accettazione e rispetto (sia per se stessi che per gli altri) non sarà mai possibile un confronto onesto, leale men che meno proficuo. Quando le persone si confrontano e scambiano le loro idee illuminate dalla cultura è possibile vedere la comunione delle loro menti, la saggezza pervade l'aria come il profumo inebriante di una rosa che si schiude... fortunato è l'uomo che può assistere a questo evento poderoso, fortunato è colui che può vedere le tenebre dissipate da questo bagliore accecante come la folgore. Quando, invece, si ha la sfortuna di assistere ad un confronto tra persone i cui cuori e menti sono aride come il deserto si vedrà il tetrò che è in loro avvolgerli e coprirli come una cappa... I germogli dell'ignoranza stanno per dare l'osceno frutto: LA VIOLENZA !!! Emiliano75rm
- TERREMOTO ABRUZZO: COME DARE UN AIUTO CONCRETO
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- Lo Shiva danzante
- Il dio Shiva è il terzo dio della Trimurti (composta da: Brahma, Visnu e Shiva; sarebbe il corrispondente della Trinità cristiana), è anche conosciuto come il danzatore cosmico. Importantissima divinità per gli Yogi e le Yogini (sono rispettivamente i praticanti e le praticanti dello yoga), in quanto la leggenda sulla nascita dello yoga lo vede come protagonista. La leggenda narra infatti che in una caverna in riva al mare il Dio Shiva stava insegnando le asana dello yoga alla sua compagna Parvati, un pesce attratto dalla bellissima voce di Shiva arrivò fino alla caverna e lì vedendo le sacre posture si trasformò in uomo... questo uomo, che fu anche il primo maestro di Yoga, si chiamò "Matsiendra" (che tradotto dal sancrito significa: "pesce che diventa uomo") insegnò lo Yoga agli altri pesci dando origine al genere umano. Il Dio Shiva come dicevamo sopra viene rappresentato come un danzatore (la sua danza si chiama "tandava" ed è composta da 108 mosse che creano e riassorbono l'universo, rappresentato dal cerchio di fuoco che racchiude l'immagine della divinità , chiamato "prabha mandala"), con la gamba destra schiaccia un nano che rappresenta l'uomo incompleto (o uomo dell'oblio, che simboleggia l'ignoranza umana) mentre la gamba sinistra alzata indica il distacco dai legami materiali. Con la mano destra più alta regge il tamburello a clessidra che scandisce la sua danza (tandava) e nella mano sinistra regge il fuoco che rappresenta la dissoluzione dell'universo. Con la mano destra più interna da un gesto di serenità e di pace e con la mano sinistra indica la gamba sinistra che rafforza il concetto di abbandono dai legami materiali. Ora di sicuro vi chiederete come mai nella raffigurazione tradizionale il dio Shiva (o Lord Shiva) appare con dei cobra intorno al collo, vestito con una pelliccia e il nano sotto il piede destro. La risposta ai nostri dilemmi la fornisce una legenda... un giorno Shiva e Visnu sotto le sembianze di donna si recarono nella foresta dove si rifugiarono dei saggi eretici; visto il dio i saggi gli scagliarono contro una tigre, ma Shiva la fermo' con un unghia e le tolse la pelliccia di cui si servi' per vestirsi. Visto l'inefficacia della tigre, i saggi scagliarono contro Shiva un cobra, ma il dio lo rabboni' e se lo mise intorno al collo come una collana. I saggi allora crearono un demone con le fattezze di un nano, ma nulla pote' contro il dio, che messolo sotto il suo piede destro contino' a danzare.
- La saggezza del Mahatma Gandhi
- In questo video si può vedere quanta saggezza aveva il Mahatma (grande anima) Gandhi...
- Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947
- Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti. Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l'Asia, e gli osservatori -- ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: "Non sono un delegato, sono un osservatore". Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: "Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare". Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli. Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale. Se ci deve essere rivalità , c'è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l'inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all'altra dell'Europa dovevi provare ad imparare un po' di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità , la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l'inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi. Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo. Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola. Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: "I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India". Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore -- queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l'influenza dell'Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio -- credo che dovrei chiamarlo così -- che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata. Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti "coolies" [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato "coolie". A quei tempi non avevamo dottori "coolie", non avevamo avvocati "coolie". Ero il primo nel campo. Ma sempre un "coolie". Magari sapete cosa si intende con la parola "coolie" ma questo mio amico, si chiamava Krof -- sua madre era francese, suo padre inglese -- disse: "Voglio tradurre per te una storia francese". Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là , ma non ci sarà nessun errore nell'avvenimento principale. C'erano tre scienziati e -- ovviamente è una storia inventata -- tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall'Europa alla ricerca della "Verità ". Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità , non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America. Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell'Asia. Uno trovò la strada per l'India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell'occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l'autore francese, ma visitò comunque le città , vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un'umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo. Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell'India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un'umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là , non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città , comunque sarebbero 38 crore. E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest'India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell'India e allora troverà la vera India. Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l'ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell'India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all'altra dell'India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell'umanità , gli occhi senza vita, eppure sono l'India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda. Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell'India, che l'India ha subito. Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall'Oriente verso l'Occidente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all'Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all'Oriente, apparteneva all'India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall'Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario. In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d'Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell'India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell'Oriente, dell'Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell'Occidente. Se volete dare di nuovo un messaggio all'Occidente, deve essere un messaggio di "Amore", un messaggio di "Verità ". Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all'unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l'Asia debba conquistare l'Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: "Se credevo in un mondo unico?". Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell'era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l'Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l'Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell'epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate. Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d'Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell'Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall'Occidente stesso. L'Occidente di oggi desidera la saggezza. L'Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell'Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all'Asia, e liberare il mondo dalla malvagità , da quel peccato. Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato. M. K. Gandhi
- Proprio 2 genitori modello!
- Oggi, mentre tornavo a casa, ho visto una scena decisamente inquietante... Nella macchina davanti a me c'era un bel bimbo (che non avra' avuto nemmeno un anno) in braccio alla sua mamma, alla guida del veicolo c'era il papa' che fumava come una ciminiera... l'automobile aveva i finestrini chiusi e sembrava che in quel veicolo ci fosse la nebbia talmente c'era il fumo di sigaretta!!! Ma questi due genitori modello conoscono la parola "buonsenso"? O magari "fumo passivo" o addirittura la legge che tratta il divieto di fumo in prossimità di un bambino? Vorrei complimentarmi di tutto cuore con questi due genitori da premio Oscar!
- Se
- Se puoi non perdere la testa quando tutti attorno a te L' hanno perduta e te ne incolpano, Se puoi ancora credere in te stesso, quando più nessuno crede in te, E tuttavia ti chiedi se non abbiano ragione gli altri e torto tu. Se puoi attendere con calma ciò che ti spetta o se, perseguitato, non pagare odio con odio, offesa con vendetta, senza per questo abbandonarti al gusto di stimarti santo tra i santi, e tra i giusti il giusto. Se puoi sognare, e tuttavia non perderti nelle reti del sogno, Se puoi pensare senza tutto concedere al pensiero; Se puoi fissare in volto trionfo e disonore, E senza per questo spalancare il cuore a nessuno dei due. Se senza batter ciglio puoi il tuo vero vedere fatto menzogna sulle labbra dell'insincero, E di colpo crollare quanto hai caro per tosto ricomporlo con amaro coraggio. Se in un solo colpo puoi rischiare tutto quanto hai avuto dalla vita e perderlo, E poi ricominciare senza pentirti della tua partita; Se potrai richiamare il tuo coraggio quando da un pezzo lo avrai dilapidato E stare saldo quando sai che tu altro non puoi più fare, Se non dirti "Su!". Se puoi toccare il fango senza insozzarti E dar la mano ai re senza esaltarti. Se amico o nemico male potrà mai farti. Se tutti gli uomini avrai cari ugualmente, ma più degli altri nessuno. Se nel balzo saprai d'un solo istante superare l'istante che non perdona, Tua è allora la Terra, e tutto ciò che dona, Allora sarai uomo, figlio mio. Rudyard Kipling
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