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http://www.italiafotovoltaico.com Italia fotovoltaico vuole essere un punto di riferimento per tutti coloro che sono alla ricerca di informazioni dettagliate sulle ultime novità del fotovoltaico, dagli impianti per uso domestico agli impianti per l'azienda, fino ai grandi impianti fotovoltaici per la produzione e vendita diretta di energia elettrica.
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- Il fotovoltaico costa meno del nucleare
- Gli impianti fotovoltaici sono stati a lungo considerati come un sistema pulito per produrre energia elettrica, ma costoso rispetto ad altre fonti alternative al petrolio, come l’energia nucleare. Ora non è più così. Siamo ad una svolta storica, nella quale i costi dei sistemi solari fotovoltaici sono diminuiti a tal punto che sono inferiori ai costi crescenti delle nuove centrali nucleari. La notizia, pubblicata dal New York Times, riprende uno studio del professor John Blackburn, docente di economia presso la Duke University. Il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora (12,3 centesimi di euro/kWh). Nel suo studio Blackburn ha prodotto un confronto dei costi, al netto degli incentivi per le relative tecnologie, basato su interviste con gli installatori di impianti fotovoltaici e le tendenze e le stime dei costi per la costruzione di nuove centrali nucleari. La sua relazione comprende impianti fotovoltaici per abitazioni e aziende, ma anche le grandi installazioni su terreno, i famosi parchi fotovoltaici. I costi del nucleare continauno a crescere Le stime dei costi di costruzione - circa 3 miliardi dollari per reattore nel 2002 - sono state regolarmente riviste al rialzo a una media di circa 10 miliardi di dollari per singolo reattore, e tali stime probabilmente continueranno ad aumentare, ha affermato Mr. Cooper, un analista specializzato nel monitoraggio dei costi dell’energia nucleare. L’energia fotovoltaica costa sempre meno Secondo lo studio di Blackburn negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico è sempre diminuito e stime attendibili indicano che i costi dell’energia fotovoltaica, alle luce degli attuali investimenti e dei progressi della tecnologia, si ridurranno ulteriormente nei prossimi dieci anni.
- Fotovoltaico: aspettando il nuovo conto energia
- Il nuovo conto energia destinato ad incentivare gli impianti fotovoltaici italiani è ancora lontano dalla pubblicazione a causa della sospensione delle sedute della conferenza stato-regioni. Resta l’unica consolazione di una bozza che, pare, ha trovato l’accordo di tutte le parti coinvolte. L’incentivo dello Stato italiano all’energia prodotta da fotovoltaico -- oggi l’aiuto più appetitoso al mondo, dopo che Germania e Spagna hanno ridotto il loro sussidio all’energia fotovoltaica -- l’anno prossimo calerà del 6% ogni quadrimestre, per arrivare alla fine del 2011 al considerevole taglio del 18% rispetto a oggi. Tuttavia, dopo questa riduzione, il conto energia rimarrà stabile sia per il 2012 sia per il 2013 riducendosi nuovamente, come ogni tre anni, nel 2014. Queste sono le prime indicazioni anticipate da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, durante la presentazione del portale web Corrente realizzato dal gestore dei servizi elettrici per riunire, in una vetrina unica e coordinata, la filiera italiana delle fonti rinnovabili di energia. Fonte: IlSole24Ore
- Assurdo comprare dall’estero elettricità verde
- “E’ impensabile comprare all’estero l’elettricita’ verde, quando l’Italia puo’ produrne in abbondanza e addirittura esportarne in altri Paesi”. Lo afferma il presidente di Asso Energie Future, Massimo Daniele Sapienza, commentando il rapporto della Commissione europea sulle previsioni dei Paesi membri in tema di lotta al cambiamento climatico. Secondo il rapporto prodotto dall’Italia, il nostro Paese non riuscira’ a raggiungere in modo autonomo gli obiettivi della Direttiva Europea (gia’ sottoscritta e recepita a suo tempo). Per arrivare entro il 2020 al target del 17% di energia prodotta da fonti rinnovabili (eolica, fotovoltaica, biomasse), infatti, l’Italia dovra’ acquistare energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta all’estero. “E’ una decisione inconcepibile - dice Sapienza - considerando l’alto grado di sviluppo della filiera italiana. Non ha senso comprare da altri Paesi l’energia che si potrebbe produrre qui, a minor costo, e in più creando oltre 93 mila posti di lavoro ogni anno”. Secondo le ricerche di Asso Energie Future, il settore delle energie rinnovabili occupa gia’ oggi 15 mila persone, grazie ai 16 miliardi di euro investiti dai privati per costruire e mettere in funzione oltre 6 GW di potenza installata: lo sviluppo di una filiera consentirebbe di arrivare oltre i 200mila posti di lavoro nel 2020. Il Governo, invece, preferisce acquistare all’estero energia green per oltre 4 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti, pari alla produzione annua di 32 GW di potenza installata sotto forma di pannelli solari e torri eoliche. “Costruire e installare una simile quantita’ di impianti in Italia, potrebbe portare ben piu’ di 200mila posti di lavoro, grazie alla costruzione di una filiera nazionale”, afferma Sapienza. Per non parlare del costo dell’importazione: almeno 1,3 miliardi di euro per i consumatori finali, che pagano investimenti e stipendi altrui”. La conclusione del presidente di Asso Energie Future e’ lapidaria. “E’ inutile impegnare tante risorse per liberarsi dalla dipendenza dall’estero, se poi andiamo a comprare fuori dai confini il minimo indispensabile per rispettare i nostri impegni internazionali. E’ in gioco la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese” Fonte AGI
- Pannelli fotovoltaici: mettili in cantina
- Siamo tutti abituati a vedere i pannelli fotovoltaici posizionati sui tetti o sul terreno, ben orientati verso il sole per catturare quanta più luce possibile. Una nuova invenzione prevede, invece, l’installazione dei pannelli fotovoltaici sottoterra, con risultati strabilianti. L’invenzione, denominata SubSolar, nasce dalla necessità di evitare lo spreco di ampi spazi (tetti o terreno) destinati all’installazione dei pannelli fotovoltaici e si basa su un nuovo sistema fotovoltaico in cui la luce del sole viene dapprima raccolta da uno speciale collettore solare e successivamente viene convogliata, tramite un fascio di fibre ottiche, fino nel sottosuolo dove si trovano i pannelli fotovoltaici. Questi sono alloggiati in un tubo cilindrico dotato di una speciale camera sottovuoto dove reagiscono con la luce trasportata dalle fibre ottiche producendo energia elettrica (guarda il video). D’ora in poi saranno soddisfatti quanti ritengono che i pannelli fotovoltaici sono antiestetici.
- Sun Day 2010, il fotovoltaico torna in piazza
- sun day Sun Day 2010, la manifestazione promossa da Legambiente dedicata alle fonti di energia rinnovabile e in particolare a quelle provenienti dal sole, è in programma il 10 e 11 aprile. Lo scopo della manifestazione è promuovere, non solo tra gli addetti ai lavori, la conoscenza dell’energia solare (termica e fotovoltaica) e delle fonti energetiche rinnovabili attraverso una rete di eventi locali tenuti per l’occasione dai circoli locali di Legambiente in numerose piazze italiane. Nel corso dell'iniziativa installatori e produttori, espongono e presentano al pubblico le nuove tecnologie in materia di fonti energetiche rinnovabili, pannelli solari e fotovoltaici, mettendo a disposizione i propri tecnici per dimostrazioni pratiche e informazioni su tipologie di installazioni, costi, manutenzione, visite agli impianti solari dislocati sul territorio che alimentano abitazioni, strutture scolastiche, centri di educazione ambientale, strutture pubbliche. Sun Day ha come obiettivo quello di: divulgare in modo capillare l’informazione ai cittadini e alle istituzioni sulla convenienza, le qualità e le applicazioni delle fontienergetiche rinnovabili e, in particolare, dell’energia solare; promuovere comportamenti virtuosi che favoriscano la realizzare diprogetti di sviluppo sostenibile in campo energetico e ambientale el’uso di energie rinnovabili; monitorare lo sviluppo della ricerca e della tecnologia nei campi di applicazione dell’energia solare; informare sull’esistenza di finanziamenti e forme di incentivazione nazionali e regionali; mettere in contatto l’utente finale con istallatori e produttori di pannelli solari qualificati. Dal 2008 il Sun Day è entrato nella campagna Europea Sustainable Energy in Europe (SEE)
- Fotovoltaico: se la Germania piange il resto del mondo non ride
- C’è molta apprensione tra gli addetti dell’industria fotovoltaica ora che la Germania ritiene opportuno tagliare i suoi incentivi 2010 destinati all’energia elettrica prodotta da fotovoltaico. Un calo del 10 per cento, già predeterminato, è entrato in vigore all’inizio di questo anno, ma ora il governo tedesco sta valutando ulteriori tagli. È una mossa che danneggerebbe le imprese tedesche del solare, ma potrebbe influire in modo significativo sull’industria solare nel suo complesso. I tagli colpirebbero l’energia fotovoltaica nel suo nucleo. La Germania da sola rappresenta oltre la metà della produzione in tutto il mondo di solare fotovoltaico; perciò un colpo simile al mercato del solare in Germania si ripercuote in tutto il mondo. Da un lato, la scarsa domanda durante la recessione globale ha favorito una rapida diminuzione dei prezzi delle attrezzature, rendendo l’energia solare ancora più appetibile per i consumatori. D’altra parte, la caduta dei prezzi sta facendo pagare ai produttori e fornitori di energia solare un pedaggio alquanto salato che sarà ulteriormente aggravato dai tagli degli incentivi tedeschi. Questi tagli infliggeranno un colpo mortale al mercato dell’energia da fotovoltaico? Probabilmente no, ma potrebbero modificare la geografia di questo settore. I giganti tedeschi del solare come Q-Cells e Siemens avrebbero sicuramente la peggio. I produttori low-cost-per-watt, come Trina Solar e Yingli Green Energy, holding cinesi, così come First Solar in America, saranno i primi a beneficiarne, o almeno, sentiranno meno questa scossa di assestamento. Secondo la rivista Forbes, i tagli preannunciati entreranno in vigore ai primi di aprile, assestando un altro 17 per cento al taglio del 10 per cento somministrato all’inizio dell’anno. La vera domanda che pervade l’industria solare è se questi tagli stanno arrivando troppo presto. La Spagna lo scorso anno ha capito quali danni possono derivare dall’abbandonare le sovvenzioni al fotovoltaico troppo presto: se tutti nel 2008 guardavano gli spagnoli portarsi al comando nella produzione di elettricità da fotovoltaico, nel 2009 si è assistito ad una perversa spirale verso il basso. Va detto, tuttavia, che non ci si può aspettare nient’altro che poroteste da parte delle aziende interessate quando le sovvenzioni vengono ridotte. Le imprese si godono la vita in un mondo di sovvenzione in cui i profitti sono quasi certamente garantiti e gli azionisti investono con fiducia. Ma le sovvenzioni sono sempre destinate ad essere temporanee, e presto o tardi, tedeschi, cinesi, americani e qualsiasi altra industria nel mondo facente capo al fotovoltaico dovrà cavarsela da sola. Ma, forse, è troppo presto?
- Impianto fotovoltaico, è meglio piccolo o grande?
- La storia di Davide contro Golia si ripropone nel settore dell’energia solare, e, accanto alla necessità di una tecnologia migliore, è probabilmente il problema più urgente da risolvere. Il partito del “Big Solar” vuole grandi centrali fotovoltaiche che occupano migliaia di ettari di terreno, in qualche occasione pubblico, anche se di scarso valore naturalistico o agricolo. I fautori dello “Small Solar” preferiscono utilizzare i milioni di ettari di tetti civili o industriali dislocati all’interno e nei pressi dei nostri centri urbani. Il dibattito sta producendo una strana situazione, che contrappone gli ambientalisti uno contro l’altro in una lotta un po’dogmatica per la stesso obiettivo: più energia fotovoltaica. Che cosa vogliamo? Energia dal sole. Come vogliamo ottenerla? Boh! Gli argomenti a favore dell’una o dell’altra scelta potrebbero scatenare una nuova lotta di classe: eco-capitalisti contro eco-democratici. In altre parole, i grandi gruppi industriali vogliono mantenere il potere e il profitto creando mega centrali fotovoltaiche, mentre chi ha un approccio più democratico preferisce che sia il singolo cittadino a produrre l’energia solare. Non abbiamo nulla contro le imprese private del settore dell’energia solare. Infatti, chi investe grandi capitali in molti modi guida l’innovazione nel settore, anche se con qualche iniezione di denaro pubblico. Eppure il vero potenziale di energia solare non è solo un passaggio dai combustibili fossili, è una riprogettazione fondamentale della nostra economia energetica.
- Brescia capitale del fotovoltaico
- Brescia si conferma, nel bilancio energetico del 2009, la provincia italiana con il maggior numero di impianti per produrre energia elettrica utilizzando pannelli fotovoltaici. Rispetto al 2008 gli impianti fotovoltaici attivi sono più che raddoppiati il che ha portato ad un incremento da record. Secondo i dati forniti dal GSE (Gestore dei servizi elettrici), sul territorio della provincia di Brescia sono in esercizio 2.219 impianti fotovoltaici, mentre a fine 2008 ne erano attivi 958 (+130% nel corso dell’ultimo anno). La crescita bresciana supera quella della Lombardia, che comunque ha registrato un incremento del 113%: a fine 2009 sono 8.576 gli impianti regionali, contro i 4.014 di un anno fa. La provincia di Brescia resta quindi regina, almeno per quanto riguarda il numero di impianti attivi. Brescia è seguita dalla province di Roma (2.137) e Torino (1.872). A Bergamo sono presenti 1.334 impianti, mentre a Milano 1.175. Questa particolare classifica riguarda esclusivamente il numero di installazioni che, ovviamente, è un dato parziale. Tuttavia è sicuramente il segnale concreto di una grande attenzione per il fotovoltaico, lanciato dai tanti privati e aziende che hanno scelto di produrre energia elettrica sfruttando il sole. Considerando la potenza complessiva degli impianti in esercizio, la provincia di Brescia ottiene comunque il piazzamento d’onore, con 20.701 kW. In questa classifica, il primo posto spetta a Bolzano (34.831 kW), mentre il podio è completato da Bari (32.515 kW) e Lecce (30.703 kW). Fonte: Il Giornale di Brescia
- Irrigazione fotovoltaica per combattere la fame in Africa
- Sistemi di irrigazione a goccia alimentati da pannelli fotovoltaici possono migliorare significativamente il reddito delle famiglie e l’apporto nutrizionale degli abitanti dell’Africa sub-sahariana. Ad affermarlo è un studio dell’Università di Stanford pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). In due anni di studio i ricercatori hanno rilevato che le pompe alimentate a energia solare installate in remoti villaggi del Benin, nazione dell’Africa occidentale, si sono rivelate un modo economicamente efficace per fornire tutta l’acqua necessaria per l’irrigazione, soprattutto durante la lunga stagione secca. “Frazioni significative della popolazione sub-sahariana sono considerate a rischio fame”, ha scritto Jennifer Burney, autrice dello studio. “In tutta la regione, le popolazioni a rischio fame sono prevalentemente a localizzazione rurale, e spesso sopravvivono con meno di 1 dollaro per persona al giorno “. Solo il 4 per cento delle terre coltivate nell’Africa sub-sahariana è irrigata, e le comunità più rurali possono contare sulla coltura pluviale, che, in luoghi come il Benin, è limitata da tre a sei mesi, la durata della stagione delle piogge. La promozione di impianti di irrigazione tra piccoli proprietari terrieri viene spesso citata come una strategia vincente per la riduzione della povertà , l’adattamento climatico e la promozione della sicurezza alimentare. “Come qualsiasi pompa, anche quelle alimentate da energia fotovoltaica consentono di ottimizzare il lavoro di irrigazione che nelle zone rurali è tradizionalmente fatto a mano da donne e ragazze, con scarsi risultati” hanno affermato gli autori dello studio. “Anche se i sistemi fotovoltaici sono spesso respinti a causa degli elevati costi iniziali, in realtà hanno una lunga durata e, nel medio termine, costano meno di altri sistemi di pompaggio che utilizzano carburanti liquidi, come benzina, diesel o kerosene, e sono ad emissioni zero.” I risultati della sperimentazione sono stati sorprendenti. I tre sistemi di irrigazione alimentati ad energia solare forniti, hanno consetito la produzione, in media, di 1,9 tonnellate di prodotti al mese, compresi i pomodori, okra, peperoni, melanzane, carote e altre verdure. Chi ha usato l’irrigazione alimentata ad energia solare è diventato forte produttori di verdure con un reddito supplementare guadagnato dalle vendite della produzione eccedente il fabbisogno personale e ciò ha permesso loro di aumentare in modo significativo gli acquisti di prodotti di prima necessità e proteine durante la stagione secca, e l’olio durante la stagione delle piogge. Durante il primo anno di attività , gli agricoltori hanno tenuto per il fabbisogno alimentare della famiglia una media del 18 per cento in peso di prodotti coltivati con i sistemi ad energia solare e ha venduto il resto nei mercati locali.
- Pannelli fotovoltaici contro centrali nucleari
- I pannelli fotovoltaici possono competere in efficienza con una centrale nucleare? A prima vista il confronto sembra perso in partenza, ma proviamo a fare due conti. Una delle future centrali nucleari in fase di progettazione dovrebbe avere una capacità produttiva di energia elettrica pari a 1600 megawatt. Per ottenere la stessa potenza con impianti fotovoltaici si dovrebbe coprire una superficie di circa 15.000 ettari, il che equivale a dire, 20.000 campi da calcio o, se preferite, 170.000 tetti (la dimensione del tetto di un condominio di media grandezza è circa 30 m per 30 m). Impossibile da raggiungere? In Germania pare di no, visto che, a dispetto della scarsa insolazione, il governo si è prefissato l’obiettivo di coprire con pannelli fotovoltaici 100.000 tetti. Ma quanti tetti ci sono in Italia? Almeno 12,7 milioni, come si ricava dal censimento del 2001. Quindi basta coprire con pannelli fotovoltaici l’1,3% dei tetti italiani per risparmiarci l’ingombro di una centrale nucleare.
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