Il Real Madrid insieme ad A22 Sports Management intendono chiedere un risarcimento monstre di 4,5 miliardi di euro alla Uefa dopo la sentenza storica di maggio emessa dal tribunale spagnolo e confermata definitivamente ieri quando sono stati respinti in maniera netta anche i ricorsi presentati dalla Liga e dalla Rfef spagnola. È stato così ribadito con forza come l’organo di governo del calcio continentale (insieme alla Fifa a livello mondiale) abbia palesemente violato la normativa sulla concorrenza dell’Unione Europea bloccando senza appello, nel 2021, i piani ambiziosi per la Superlega europea, annunciata pubblicamente da 12 club europei di primo piano (per l’Italia partecipavano Juventus, Inter e Milan come rappresentanti della Serie A).
La sentenza che cambia gli equilibri del calcio
Si tratta dell’ennesimo capitolo significativo di una intricata e complessa vicenda giudiziaria che si trascina ormai da anni: la Corte di giustizia europea ha stabilito inequivocabilmente che le norme in vigore nel 2021, utilizzate strategicamente da Uefa e Fifa per stroncare definitivamente sul nascere il progetto della Superlega, erano palesemente contrarie al diritto dell’Unione Europea e costituivano di fatto un vero e proprio monopolio illegale nel mercato delle competizioni calcistiche continentali. Il Real Madrid con una nota ufficiale diffusa attraverso i propri canali si è detto «estremamente lieto e soddisfatto» della decisione giudiziaria favorevole, preannunciando esplicitamente che «apre concretamente la strada alla richiesta formale dei danni sostanziali e ingenti subiti dal club madrileno in questi anni travagliati». L’Uefa ha immediatamente replicato con fermezza precisando che in ogni caso la sentenza «non convalida assolutamente il progetto originario della Superlega abbandonato e annunciato nel 2021 che prevedeva un formato chiuso. Né tantomeno mina le attuali regole di autorizzazione della Uefa, adottate nel 2022 e successivamente aggiornate nel 2024, che rimangono pienamente in vigore e operative per tutte le competizioni europee esistenti», hanno sottolineato i vertici di Nyon cercando di minimizzare l’impatto mediatico della decisione giudiziaria sfavorevole. Chi vuole approfondire le dinamiche delle competizioni internazionali può leggere l’analisi sulla finale del Mondiale per Club che ha visto protagonista il Borussia Dortmund in una sfida avvincente contro i sudcoreani dell’Ulsan con in palio un trofeo prestigioso.
Le reazioni delle istituzioni calcistiche
Anche la Liga spagnola ha cercato di minimizzare l’importanza e la portata di questo pronunciamento giudiziario ribadendo con forza che «la sentenza non approva né tantomeno avalla alcun formato specifico di competizione calcistica, né si riferisce direttamente al progetto iniziale controverso annunciato pubblicamente nel 2021, che da allora è stato sostanzialmente modificato e rivoluzionato dai suoi promotori originari che hanno dovuto adattarsi alle critiche ricevute». Ormai sono passati ben quattro anni e mezzo dall’aborto traumatico del progetto separatista originario, durato appena circa 48 ore complessive tra le feroci e violente reazioni dei tifosi dei paesi coinvolti direttamente Spagna, Italia e Inghilterra e non solo, e quelle estremamente minacciose delle varie Federazioni nazionali che hanno difeso strenuamente il sistema esistente delle competizioni tradizionali. E di recente i Blancos madrileni, con il sostegno operativo dell’agenzia di promozione A22 Sports Management guidata da Bernd Reichart, hanno presentato ufficialmente un nuovo progetto completamente rivisitato chiamato Unify League, come mostrato sul sito ufficiale di 1win che offre quote competitive sulle competizioni europee con bonus esclusivi per i nuovi utenti registrati sulla piattaforma autorizzata.
Il Real Madrid ultimo bastione della rivoluzione
Al nuovo formato proposto però al momento attuale non hanno aderito concretamente squadre italiane di primo piano — Inter e Milan si erano sfilate quasi immediatamente dal discorso Superlega originario già nelle primissime ore, mentre la Juventus ha definitivamente abbandonato il progetto lo scorso anno dopo anni di battaglie legali —e nemmeno il Barcellona catalano, che si è progressivamente avvicinato alle posizioni istituzionali della Uefa negli ultimi mesi cambiando radicalmente strategia politica. Il Real Madrid, 15 volte campione d’Europa e club più titolato della storia, sembra quindi rappresentare l’ultimo bastione irriducibile dei ribelli originari che non vogliono arrendersi. Tra l’altro i Blancos non fanno nemmeno parte dell’Eca, European Club Association, che ha appena cambiato denominazione ufficiale in Efc, European Football Clubs — che conta invece ben 800 squadre associate provenienti da tutti i paesi europei. Ed è proprio Efc il partner considerato ideale e privilegiato dalla Uefa per accordi strategici che plasmano concretamente le decisioni sportive e commerciali di Champions League e altre competizioni continentali gestite dall’organismo con sede a Nyon che mantiene così saldo il controllo del calcio europeo.
